Brutte notizie per i fan della fusione fredda. Attorno ai test indipendenti sull’E-Cat, guidati dal professor Giuseppe Levi si sta alzando un vespaio importante. Se non manca chi li difende a spada tratta, in molti stanno mettendo in dubbio la validità del tutto.

Gli ultimi in questo senso sono stati due ricercatori della Uppsala University, Göran Ericsson e Stephan Pomp. I due svedesi, colleghi di Università di alcuni dei famosi tester, notano criticamente che il test si è svolto in modalità scatola nera (black box). In altre parole, i tester non avevano accesso al reattore, ma potevano solo controllare l’energia in entrata e in uscita.

>>Leggi la nostra intervista ad Andrea Rossi

In questo senso non si capirebbe come mai:

  • un test del genere si sia svolto nei locali della Leonardo Corporation e non in quelli di uno dei dipartimenti interessati, in modo da avere realmente l’esatto controllo degli imput;
  • si dica che siano coinvolti nichel e idrogeno, quando nessuno ha potuto guardare dentro il reattore;
  • hanno svolto i test dei professori non competenti in materia di “black box text”.

Infine, dubbi sono stati espressi rispetto ai testo al reattore di controllo, nonché all’impossibilità di stabilire se non ci fosse una seconda fonte d’energia nascosta dentro al reattore.

Il report dei test, allora, sarebbe più simile ai libri di pseudo-scienza che non a un articolo da rivista accademica. Una conclusione durissima, che non convincerà probabilmente i molti supporter di Rossi.

È forse possibile rispondere qualcosa a queste obiezioni, ma non è certo compito nostro. Registriamo soltanto come l’ennesima “dimostrazione” del funzionamento dell’E-Cat sia naufragata in un dibattito acceso. Chissà quando potremo leggere la parola “fine” per questa disputa.

1 luglio 2013
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I vostri commenti
e.sodato, sabato 21 settembre 2013 alle3:13 ha scritto: rispondi »

Se fossi pagato 20 miliardi di $ x sperimentare alcuni secondi di fusione tradizionale , (ITER) Pagherei perfino il Re di uppsala , sua moglie e il giardiniere

Franco, giovedì 18 luglio 2013 alle12:55 ha scritto: rispondi »

E-cat è l'ennesima truffa del filosofo Rossi, speculare su cose del genere ed alimentare le speranze della gente è un reato e come tale andrebbe punito dalla legge. Cercate notizie su Prometeon s.r.l.

Claudio, sabato 13 luglio 2013 alle20:25 ha scritto: rispondi »

mi sembra la solita strategia di screditare qualcosa senza nessunissima argomentazione. l'esperimento mira a misurare energia in ingresso ed in uscita basta, questo è stato fatto, con dovizia e precisione. si possono confutare quei dati in un solo modo ovvero dicendo che gli autori hanno mentito, altri argomenti francamente non ci sono ne in questo articolo ne negli altri pseudo commenti presenti nel web good night intesa come notte del pensiero

Giovanna Danfrei, lunedì 8 luglio 2013 alle0:02 ha scritto: rispondi »

La parola "fine" alla disputa l'ha già scritta il "report" stesso, che contiene la prova del non-funzionamento dell'E-Cat. Pagina 25, 26 e 27. Bastano pochi calcoli di verifica per rendersi conto che l'oggetto è solo un ferro da stiro.

Marucci Marino, mercoledì 3 luglio 2013 alle19:01 ha scritto: rispondi »

Se il signor Rossi riuscisse a produrre energia in notevole quantità per guadagnare potrbbe collegarsi alla rete di distribuzione (Terna) e conseguire profitti. Non avrebbe nemmeno bisogno di aziende che acquistino la sua invenzione. Anch'io per un certo periodo di tempo ho sperato che fosse tutto vero e che ci avrebbe consentito di disporre di energia a basso costo. Peccato!!!

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