Con il suo programma di sostenibilità degli oceani, il Marine Stewardship Council (MSC), ha come scopo la salvaguardia dello stock ittico a lungo termine, affinché l’attività di pesca possa proseguire nel tempo e continuare a rappresentare una fonte vitale di lavoro e di sostentamento umano. In oltre 20 anni di attività, i risultati e gli impatti positivi registrati da MSC sono stati tanti. Ma quali sono, nel dettaglio, i traguardi già raggiunti? E perché è così importante proseguire nella promozione di un modello di pesca responsabile e sostenibile?

I risultati di MSC

MSC diffonde periodicamente i dati raccolti, a dimostrazione del suo impegno per comprendere e valutare gli impatti ambientali e organizzativi del suo programma, promosso in collaborazione con scienziati e biologi marini, rappresentati delle industrie ittiche ed esponenti di diverse associazioni ambientaliste. È soprattutto la pubblicazione del Global Impacts Report, documento ufficiale dell’organizzazione, a offrire una visione onnicomprensiva e concreta del contributo di MSC per la salute dei nostri mari, esaminando le performance delle aziende ittiche certificate. L’ultima edizione, in particolare, offre numerosi spunti di riflessione e conclusioni degne di nota.
Un dato piuttosto incoraggiante riguarda la crescita esponenziale di pesce certificato, che copre attualmente il 12% del pescato globale. Un volume che, dal 2010 ad oggi, è praticamente raddoppiato.

È altrettanto interessante notare l’impegno crescente dei pescatori certificati, occupati in varie attività e strategie volte a preservare l’habitat marino. Tra queste, si ricordano gli investimenti per le nuove ricerche nell’Artico e l’introduzione della certificazione per i gamberi tropicali, in collaborazione con lo stato del Suriname, ma anche la lotta alla pesca illegale, specie nei mari del sud, e l’adozione di nuovi e più efficaci sistemi di monitoraggio dell’ecosistema.

MSC è anche la prima certificazione per la pesca ad essere riconosciuta dal Global Sustainable Seafood Initiative (GSSI) e, attraverso nuovi standard per la Catena di Custodia, garantisce una tracciabilità della filiera estremamente accurata, con margini di errore nell’etichettatura inferiori all’1%.


La salvaguardia ambientale degli oceani offre vantaggi anche in termini di salute degli stock: in media, il pescato MSC ha una biomassa superiore rispetto a quello non certificato, fattore che attesta un miglior stato di salute generale del pesce che finisce sulle nostre tavole.

L’importanza di proseguire sulla strada del modello sostenibile della pesca

Complici la diffusione di sempre nuove occasioni e abitudini di consumo, assistiamo oggi a una continua richiesta di pesce, molluschi, crostacei e altri prodotti ittici. In risposta alla domanda crescente, l’attività di pesca è andata a intensificarsi di conseguenza. Spesso, però, anche a discapito delle riserve dei nostri mari.

Nonostante i notevoli passi avanti e la diffusione della certificazione MSC, oggi presente su migliaia di prodotti commercializzati in oltre 100 paesi nel mondo, la salvaguardia degli oceani e delle risorse ittiche resta un’esigenza più che mai attuale. Dalla scelta delle aree di pesca alle attrezzature, passando per le tecniche di approvvigionamento e di cattura, sono tante le attività da includere tra i potenziali nemici dei nostri mari. Per fortuna, siamo oggi a conoscenza di buone pratiche attraverso le quali gestire un’attività di pesca responsabile, per alleggerire la pressione degli impatti umani sugli oceani e salvaguardarne il prezioso ecosistema. Il marchio blu MSC riassume questo impegno, premiando le aziende che scelgono di condurre una pesca certificata e sostenibile, e ne semplifica, al contempo, il riconoscimento da parte del consumatore, oggi sempre più attento e consapevole nelle sue scelte d’acquisto.

Per approfondire meglio i risultati ottenuti da MCS e le aziende ittiche certificate:

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3 agosto 2017
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