L’obesità infantile al centro dell’Obesity Day 2016. I rischi per bambini e adolescenti sono molti secondo ADI onlus e Fondazione ADI, promotrici dell’evento, come testimonierebbero anche i dati 2014 diffusi da “Okkio alla salute”, il sistema di monitoraggio del Ministero della Salute.

Secondo i dati ministeriali l’obesità infantile interessa il 9,8% dei bambini (2,2% gravemente obesi), mentre ben il 20,9% risulta invece sovrappeso. Secondo dati OMS sono invece 41 milioni i piccoli con gravi problemi di peso già prima di aver compiuto i 5 anni d’età.

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Numeri che dovrebbero far riflettere secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in quanto il 60% di chi è obeso o sovrappeso prima della pubertà sarebbe destinato a un futuro da adulto con problemi di peso. Stile di vita mediterraneo, alimentazione sana e movimento (anche una semplice attività come camminare all’aperto) le ricette secondo Antonio Caretto, presidente ADI, intervenuto anche sulla questione “panino in classe”:

L’alimentazione preventiva, fatta attraverso il lavoro e i menù delle mense scolastiche elaborati dalle Asl e dagli operatori sanitari qualificati, aiuta i bambini a tenere un comportamento alimentare corretto nel rispetto delle porzioni, della biodiversità e stagionalità dei prodotti e allo stesso tempo contribuisce alla convivialità e alla socializzazione. Elementi che aiutano a prevenire e a contrastare l’insorgere di patologie come l’obesità che in Italia coinvolge il 9,8% dei bambini e il sovrappeso (20,9%).

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Un recente studio, condotto nei laboratori dell’Area Science Park di Trieste, della Fondazione Italiana Fegato ha inoltre collegato il cibo spazzatura non soltanto all’aumento dell’incidenza tra i giovanissimi di obesità infantile, ma anche all’incremento tra i bambini di danni epatici già in tenera età.

Una ricerca condotta presso il Geisinger Health System di Danville in Pennsylvania ha invece indicato come l’obesità produca danni al cuore dei bambini già intorno all’età di 8 anni.

Un aiuto positivo arriverebbe invece dai raggi del sole secondo uno studio realizzato dalle università di Southampton ed Edimburgo, evidenziando quindi le benefiche ripercussioni delle attività all’aria aperta per i più piccoli.

10 ottobre 2016
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