I ricchi preferiscono i cani

Studio singolare quello condotto da Spectrem Group negli Stati Uniti, che ha voluto indagare quanto la condizione economica di una famiglia influisca sulla scelta di un animale domestico. E, con molta sorpresa, pare che i milionari preferiscano i cani.

Si è soliti associare il gatto al lusso, grazie anche a molte fiabe entrate nell’immaginario comune, con splendidi gatti al fianco di principi, principesse e anche streghe maligne. E il mondo della moda non è stato da meno, perché il gatto è sicuramente l’animale più presente negli shoot fotografici di alta moda: è d’aspetto nobile, elegante, sontuoso. Ma, a quanto pare, quando si tratta di vita vera i cani battono tutti, anche fra i più ricchi.

Di tutti gli intervistati benestanti, il 58% ha dichiarato di possedere un cane, mentre solo il 37% ha scelto un gatto. La motivazione? Non di certo il portafoglio. Così come qualsiasi altro cittadino, anche i ricchi scelgono i loro compagni di vita per caratteristiche che esulano la sfera economica e il cane è visto come fedele, giocherellone, particolarmente accattivante da accudire e capace di grandissimo amore. Caratteristiche riconosciute anche dai bellissimi gatti, scelti anche questi in base a fattori affettivi anziché aleatori. Insomma, viene a cadere – fortunatamente – l’associazione lusso-animale, a cui tanti VIP ci hanno abituato con i loro toy-dog da borsetta.

Su un fatto, però, i proprietari milionari sembrano non poter proprio rinunciare al lusso: i vizi. La gran parte degli intervistati ha ammesso di aver fatto regali insoliti al proprio cane e al proprio gatto, come cucce da migliaia di dollari, toelettatura griffata e chi più ne ha più ne metta. Non si può di certo farne loro una colpa: qualsiasi amante degli animali fornisce il meglio al proprio amico a quattro zampe, sulla base delle proprie disponibilità economiche. In definitiva, una ricerca che abbatte gli stereotipi sui ceti abbienti e li promuove a perfetti custodi di un animale, tanto quanto le famiglie medio reddito.

13 dicembre 2012
Fonte:
Lascia un commento