Le turbine eoliche possono rappresentare un pericolo per uccelli e pipistrelli, almeno se la loro collocazione non viene pianificata al meglio. Il dato emerge da una serie di studi realizzati su parchi eolici installati in Spagna e in California nel corso degli anni ’80. Secondo le ricerche, pubblicate sul sito del Guardian, in prossimità degli impianti sono stati registrati numeri anomali di morti nelle popolazioni di 6 specie di rapaci, inclusi aquile e avvoltoi.

Gli animali, in effetti, potrebbero essere stati falciati dalle pale eoliche. Gli uccelli sono quelli che corrono i rischi maggiori, anche se una corretta pianificazione prima della realizzazione dei lavori può ridurre in modo significativo il pericolo di abbattimento incidentale dei volatili.

Il numero di decessi legato alla presenza di turbine, in ogni caso, resta comunque trascurabile rispetto ad altre cause di origine antropica. Secondo il Centre of Sustainable Energy (CSE) di Bristol, in Inghilterra, per ogni uccello ucciso da una turbina eolico ce ne sono in media 5.820 che muoiono a causa della presenza di edifici che li traggono in inganno, in genere vetrate:

Le turbine eoliche – scrive il CSE – rappresentano una frazione insignificante del numero totale di decessi di uccelli causati da oggetti artificiali o attività umane come strutture edilizie, linee di trasmissione dell’energia e gatti domestici.

Per escludere ogni rischio, comunque, occorre fare sempre molta attenzione nella pianificazione di un parco eolico, evitando ad esempio di scegliere aree troppo vicine alle rotte migratorie principali o a siti importanti per l’alimentazione e la nidificazione di specie a rischio. Anche l’eventuale presenza di pipistrelli va considerata nella valutazione dell’impatto, dal momento che i chirotteri sembrano subire, in presenza di turbine, il fenomeno del “barotrauma”, una sensazione di disorientamento causata dai rapidi cambiamenti della pressione dell’aria creati dalle lame rotanti.

In Gran Bretagna, il Centre of Sustainable Energy vaglia ogni anno centinaia di domande per l’installazione di parchi eolici e circa il 6% dei progetti risulta inaccettabile perché mette a rischio popolazioni di uccelli e pipistrelli. Ulteriori ricerche, precisa il CSE, saranno comunque necessarie nei prossimi anni per chiarire definitivamente la natura dell’impatto su volatili e chirotteri da parte delle turbine.

27 febbraio 2012
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I vostri commenti
Nadia, sabato 6 luglio 2013 alle8:32 ha scritto: rispondi »

...considerare rimedi naturali attrattivi o di disturbo della specie al fine di indurne lo spostamento vs altra zona come ad esempio dispositivi a ultrasuoni o ingaggio di addestratori di uccelli rapaci... Si consideri in tal caso che i dispositivi esempio ad ultrasuoni di disturbo potrebbero divenire parte integrante dell'impianto eolico e trarre l'energia necessaria per il proprio funzionamento proprio dall'energia prodotta dalle pale. In tal senso il dispositivo verrà messo in funzione nel mentre le pale si muovono fungendo da allontanamento dei pennuti tutti, mentre in mancanza di vento tale necessità verrebbe meno così come il pericolo per i pennuti di essere danneggiati.

paolo, giovedì 27 giugno 2013 alle12:05 ha scritto: rispondi »

Per l'Italia, nonostante ci siano osservatori e studi sull'argomento non si registrano che casi veramente sporadici di incidenti. L'intero argomento per il nostro paese è irrilevante.

toni, martedì 28 febbraio 2012 alle16:02 ha scritto: rispondi »

Credo che la sopravvivenza della fauna in genere sia  messa più a rischio dall'assoluto degrado ambientale,che ogni giorno scrive un capitolo nuovo sulla strada del non ritorno.I commenti del Guardian mi sembrano quasi scritti dagli stessi negazionisti che ritengono il Global Warming..una panzana.Fortunatamente l'ulteriore commento del CSE,relega l'editoriale tra le"pillole dell'idiozia umana"...

Ziomaul, lunedì 27 febbraio 2012 alle19:20 ha scritto: rispondi »

Peccato che non siano studi ma consideazioni quello che riporta il Guardian.

Ziomaul, lunedì 27 febbraio 2012 alle19:20 ha scritto: rispondi »

Peccato che non siano studi ma consideazioni quello che riporta il Guardian.

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