I pannelli fotovoltaici torneranno a coprire il tetto della Casa Bianca. Così ha deciso il presidente americano Barack Obama, dopo che nell’ormai lontano 1986 Ronald Reagan fece togliere gli impianti per la produzione di energia solare durante alcuni interventi per la riparazione dell’edificio. Lo ha annunciato il segretario di stato all’energia Steven Chu, nel corso di un intervento andato in scena ieri presso la George Washington University sul tema delle fonti rinnovabili.

Si tratta di un gesto che, direttamente, andrà forse ad incidere in modo poco significativo sulle politiche energetiche USA, ma che rappresenta comunque un’iniziativa dal forte valore simbolico. Queste le parole di Chu:

La Casa Bianca rappresenta, per il mondo intero, un simbolo di libertà e democrazia. Pensiamo debba diventare anche un esempio dell’impegno americano per la costruzione di un futuro alimentato con energia pulita.

A portare i pannelli solari sul tetto della White House fu, per la prima volta, il presidente Jimmy Carter durante gli anni ’70, in piena crisi petrolifera, nel tentativo di cercare strade alternative all’impiego di fonti tradizionali per la produzione di energia elettrica.

6 ottobre 2010
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I vostri commenti
angelo bevilacqua, giovedì 2 dicembre 2010 alle10:52 ha scritto: rispondi »

Obama ha una grande possibilità, accendere la schintilla verde ..e spriamo ci riesca.Confidiamo molto anche per una migliore ripresa economica , facendo passare per l'enrgia verde che... sta mantenendo testa a questa crisi. I buoni vincono sempre e noi di verdestile lo sappiamo perche investiamo in energia pulita con le nostre pensiline fotovoltaiche ..ora anche per bike elettriche.

Enzo R., giovedì 7 ottobre 2010 alle12:44 ha scritto: rispondi »

E' significativo che dopo 40 anni si torni all'iniziativa Carter: allora fu la crisi petrolifera, oggi perché si parla di energia pulita. Mi chiedo dove saremmo giunti, dopo quasi mezzo secolo, se la sensibilità verso il problema fosse stata allora quella di oggi, peraltro resa più acuta dalla consapevolezza (ahimé, solo adesso attuale) che, pulita o non pulita, l'energia comincia a scarseggiare. No, non sostengo l'utopia che oggi avremmo solo energie rinnovabili, ma è evidente che disporremmo di strumenti tecnici e di politica energetica ben superiori a quelli, spesso discutibili e confusi, che abbiamo allo stato attuale.

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