I No TAV rilanciano: manifestazione nazionale il 3 luglio a Chiomonte

Dopo lo sgombero di ieri la situazione a Chiomonte resta tesa. Il movimento No TAV non molla e anzi rilancia le proprie attività di protesta e sabotaggio. I comunicati che girano per i social network e che riassumono le decisioni prese ieri sera in assemblea, lanciano una grande manifestazione nazionale per il 3 Luglio:

L’assemblea tenutasi a Bussoleno (Torino) è appena terminata. Notizie appena giunte parlano di varie mobilitazioni a Torino ma quella che chiama l’Italia intera a schiena dritta a partecipare si terrà domenica 3 luglio. Chi non può venire non perda neanche tempo a scriverlo ma aiuti i resistenti diffondendo l’evento

Il braccio di ferro quindi continua, nonostante gli strali di critiche levatisi contro i manifestanti sia da parte delle forze di maggioranza, sia da parte dell’opposizione, PD soprattutto. E non sono mancate le contro-contestazioni, come quella che ha dovuto subire Massimo D’Alema ieri a Seriate.

Ad ogni modo, anche parte dei media tradizionali sta iniziando ad aprire alle idee No TAV. Se Repubblica si defila in una cronaca il più possibile neutra – e per un giornale storicamente piuttosto pro TAV è di per sé una notizia – il Fatto Quotidiano ospitava già il 18 giugno un articolo decisamente schierato contro il “muro bipartisan”:

Per i promotori [della TAV] si tratterebbe di un progetto “strategico”, del quale l’Italia non può fare a meno, sembra che senza quel supertunnel ferroviario di oltre 50 km di lunghezza sotto le Alpi, l’Italia sia destinata a un declino epocale, tagliata fuori dall’Europa. Chiacchiere senza un solo numero a supporto, è da vent’anni che le ripetono e mai abbiamo visto supermercati vuoti perché mancava quel buco. I numeri invece li hanno ben chiari i cittadini della Valsusa che costituiscono un modello di democrazia partecipata operante da decenni, decine di migliaia di persone, lavoratori, pubblici amministratori, imprenditori, docenti, studenti e pensionati, in una parola il movimento “No Tav”, spesso dipinto come minoranza facinorosa, retrograda e nemica del progresso.

Dell’articolo, per altro ottimo, di Luca Mercalli va sottolineata probabilmente soprattutto la parte riferita all’inutilità dei lavori, sia da un punto di vista “ambientale”, sia da un punto di vista della mobilità. Per quanto riguarda il primo punto, è innegabile che lo spostamento in treno sia più “ecologico” di quello via gomma; ma citando ricerche dell’Università di Siena e di quella della California, l’articolo nota che tutto ciò viene vanificato dall’inquinamento provocato dai 10 anni di lavoro: 70 chilometri di galleria, vogliono dire migliaia di viaggi con i camion per portare via i detriti, più l’energia per le talpe perforatrici e le migliaia di tonnellate di ferro e calcestruzzo da portare. Insomma, una “cura peggiore del male”.

Per quanto riguarda il secondo punto:

Veniamo ora all’essere tagliati fuori dall’Europa: detto così sembra che la Val di Susa sia un’insuperabile barriera orografica, invece è già percorsa dalla linea ferroviaria internazionale a doppio binario. Questa ferrovia è attualmente molto sottoutilizzata rispetto alle sue capacità di trasporto merci e passeggeri, sarebbe dunque logico prima di progettare opere faraoniche, utilizzare al meglio l’infrastruttura esistente. Lyon-Turin Ferroviarie a sostegno della proposta di nuova linea ipotizza che il volume dell’interscambio di merci e persone attraverso la frontiera cresca senza limiti nei prossimi decenni.

Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino dimostra che “assunzioni e conclusioni di questo tipo sono del tutto infondate”. I dati degli ultimi anni lungo l’asse Francia-Italia smentiscono infatti questo scenario: il transito merci è in calo e non ha ragione di esplodere in futuro

Come apparirà evidente, si tratta della riproposizione lineare delle tesi NO TAV, da anni irrise da politici e giornalisti, ma mai affrontate fino in fondo.

Qualcosa sta iniziando a muoversi, intanto anche nel resto d’Italia. Manifestazioni di solidarietà si susseguono in varie parti del Paese. In particolare, nella Capitale il movimento Roma bene comune punta a un’ampia manifestazione per giovedì, di fronte alla stazione Tiburtina – futuro snodo TAV. Anche in questo caso, fortissime le critiche all’operato dei partiti politici, come dimostra il comunicato rilasciato ieri sera:

Dalla TAV in Val di Susa ai rifiuti in Campania, dal Ponte sullo Stretto alla cementificazione di Roma, questo è il modello che viene applicato da chi ci governa. A questo modello opponiamo la forza della partecipazione popolare di chi si batte per mantenere pubblici i beni comuni, dall’acqua all’energia ai territori.

Per questo saremo oggi (martedì) alle 12.30 a Montecitorio a fianco dei cittadini e delle cittadine napoletani e promuoviamo una manifestazione in solidarietà con la Val di Susa per giovedì alle 17.30 a piazzale della Stazione Tiburtina, futuro snodo della TAV romana e risponderemo agli appelli dei comitati della Valle partendo in massa per il Piemonte.

In un momento di estrema debolezza del governo e a pochi giorni dalla scadenza della data ultima per iniziare i lavori, i fronti della Tav, della spazzatura di Napoli e della salvaguardia delle Tremiti rischiano di diventare non solo il terreno di scontro di culture democratiche e ambientalistiche diverse, ma anche un punto di svolta della storia del Paese.

28 giugno 2011
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