Sono passati ormai migliaia di anni da quando gli ultimi esemplari di mammut Wooly sono scomparsi dal pianeta terra. L’estinzione di questa specie è stata causata principalmente dai cambiamenti climatici, ma anche gli uomini hanno avuto le loro responsabilità, data la caccia indiscriminata che i nostri antenati hanno compiuto ai danni di questo mammifero. Oggi però, dopo che si sono susseguite ben 450 generazioni di esseri umani, c’è la concreta possibilità che i mammut tornino a pascolare per le tundre siberiane e nord americane grazie alla clonazione.

Sono stati alcuni ricercatori giapponesi della Kini’s University, in collaborazione con gli scienziati del museo del mammut della Repubblica di Saka, a dichiarare che in soli cinque anni sarà possibile dare nuova vita a questa specie animale. Ciò grazie al ritrovamento in Siberia di un midollo, appartenente ad un osso di coscia di mammut, che nonostante i millenni trascorsi è ancora in ottimo stato.

Il midollo era sepolto sotto il permafrost (terreno il cui suolo è costantemente ghiacciato) e per questo si è conservato in buone condizioni insieme al prezioso Dna di mammut.

Lo scherzo del destino ha voluto che proprio gli stessi cambiamenti climatici, che tanto hanno contributo all’estinzione dei mammut, siano anche il fattore determinante che potrebbe consentire un’eventuale ‘rinascita’ di questa specie. Il permafrost, infatti, a causa del riscaldamento globale tende a staccarsi e sciogliersi permettendo così agli antichi reperti, compresi i resti di mammut, di tornare in superficie.

La clonazione a detta dei ricercatori verrà effettuata:

Sostituendo i nuclei di cellule uovo di un elefante con quelle ottenute dalle cellule del midollo del mammut. In questo modo si produrranno embrioni di mammut che saranno impiantati nell’utero di un elefante.

Naturalmente si è scelto l’elefante per via della somiglianza tra le due specie, che secondo il rapporto degli scienziati sarebbero ‘parenti stretti’.

Grazie alla clonazione sarebbe dunque possibile riportare sulla terra tanti animali estinti a causa delle variazioni del clima o per l’incuria e il disinteresse degli uomini. Sarà però davvero una buona idea?

Fonte:  treehugger.com

7 dicembre 2011
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