I media sono soliti analizzare il mondo dei giovani d’oggi con diffidenza, spesso definendoli senza valori, concentrati solo su se stessi e poco attenti ai veri problemi dell’uomo. Una ricerca che arriva dagli Stati Uniti, tuttavia, scardina questa concezione errata: i ragazzi dai 18 ai 34 anni sono molto più consapevoli dei loro genitori. In quale ambito? Ovviamente in quello della salvaguardia dell’ambiente.

Lo rivela un’inchiesta dell’U.S. Public Interest Research Group, che ha voluto analizzare l’apertura delle nuove generazioni verso i trasporti pubblici e i mezzi di locomozione poco inquinanti. Ma non è tutto, perché la survey ha scelto come propri protagonisti un gruppo particolare di giovani, ovvero quello dei benestanti. La motivazione è fin troppo semplice: storicamente, chi possiede molto denaro è restio ad avvalersi di bus, tram e metropolitane, così anche di biciclette e altri mezzi green.

I risultati, tuttavia, ribaltano lo stereotipo del “ricco anni ’80”, il giovane rampollo di buona famiglia che, sfrecciando sulla sua auto sportiva anche solo per effettuare poche centinaia di metri, rimandava quell’immagine odiosa dell’individuo poco attento alla collettività, un clima dove il denaro può comprare tutto. Oltre il 16% dei giovani di età dai 16 ai 34 anni con un reddito annuale superiore ai 70.000 dollari ha infatti affermato di essere molto preoccupato per l’inquinamento atmosferico e, per questo motivo, limita l’uso dell’automobile solo allo stretto necessario. Fra i mezzi alternativi preferiti spicca quindi la bicicletta, considerata un toccasana non solo perché ecologica ma anche perché aiuta a mantenere il fisico scolpito, il bus e la metropolitana. Il 16% di primo acchito può sembrare poco, ma diventa un risultato schiacciante se confrontato al dato delle generazioni precedenti, ovvero coloro nati negli anni ’60 e ventenni negli anni ’80, con a malapena un 9% di individui realmente interessati alle sorti dell’ambiente. Le dichiarazioni degli intervistati sono state poi confrontate con i dati sulla mobilità raccolti tra il 2001 il 2009, che confermano questa tendenza: l’uso delle automobili è calato da 10.300 a 7.999 l’anno pro-capite, mentre l’acquisto e l’utilizzo di biciclette è salito del 24%.

Non è solo l’ambiente, tuttavia, a rendere le due ruote appetibili. A contribuire sono anche esami per la patente resi più difficili per alcuni stati degli USA, la crescita spropositata dei costi della benzina e, incredibilmente, la tecnologia da tasca. Guidare impedisce di utilizzare i propri gadget tecnologici quali smartphone e tablet, e molti intervistati pare abbiano affermato di preferire un viaggio in autobus in compagnia degli amici sui social network, di un film o di una reflex con cui immortalare il mondo dal finestrino anziché con le mani sul volante.

, DC Streets Blog.

7 aprile 2012
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