La toxoplasmosi è una malattia infettiva causata da un parassita, il protozoo Toxoplasma gondii. Esso spesso vive nell’intestino del gatto e vi si annida se l’animale si è cibato di carne di topo, di piccoli roditori o di volatili infetti. È proprio all’interno del tratto intestinale del gatto che il parassita completa tutte le fasi della riproduzione, utilizzando il micio come incubatrice. Le uova possono essere espulse tramite le feci, quindi contaminare altri animali attraverso una successiva ingestione.

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Per quanto riguarda l’uomo non vi è un reale pericolo di contagio, in quanto difficilmente vi può essere un’ingestione delle feci del gatto. Infatti i casi maggiori di infezioni per l’essere umano sono stati evidenziati dall’assunzione di carni crude o poco cotte, come quella d’agnello, di insaccati, di verdure poco pulite o di latticini non pastorizzati. In questo caso la malattia può portare, stando ad alcune recenti ricerche, anche alla schizofrenia.

Decade quindi un mito che vuole il gatto come maggiore responsabile della trasmissione, in particolare nei confronti delle donne in stato di gravidanza. La malattia si può tracciare nell’animale attraverso un semplice prelievo del sangue, quindi una semplice terapia e qualche accorgimento. Come pulire quotidianamente la lettiera, svuotandola dal contenuto indossando guanti e limitare baci ed effusioni fino a completa guarigione.

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Inoltre dopo circa 20 giorni, durante i quali le uova presenti nelle feci vengono espulse in sequenza, il gatto diventa immune alla malattia per sempre. Spesso infatti la malattia scompare in modo asintomatico, senza conseguenze. Solo in presenza di gatti debilitati, anziani o già malati può avere un decorso più lungo e portare febbre, mancanza di appetito, debolezza. Una visita dal veterinario potrà fugare ogni dubbio e garantire la cura migliore per il nostro amico.

29 aprile 2013
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