I dieci miti da sfatare per lanciare il “Green New Deal”

Ancora oggi sussistono diverse resistenze riguardo l’utilizzo e l’applicazione delle energie rinnovabili. Sebbene i governi occidentali puntino con seppur moderata decisione verso la costruzione e lo sviluppo di nuove forme di approvvigionamento, l’opinione pubblica è piuttosto scettica riguardo alla loro concreta realizzazione. “Ten technologies to save the planet“, un libro di recente uscita in Gran Bretagna e scritto da Chris Goodall , cerca di ribaltarne il pregiudizio affermando che un mondo alimentato da energia pulita è possibile e in tempi brevi.

Il libro, che ha destato diverse attenzioni, cerca di indurre ottimismo nei confronti di chi critica l’inaffidabilità e la scarsa resa dei più diffusi sistemi di approvvigionamento energetico a basso o nullo impatto ambientale. Ad esempio se ad oggi i pannelli solari sono ancora anti-economici e a bassa resa, Goodall tende ad evidenziare il progresso della ricerca in questo settore.

Negli Stati Uniti, la First Solar, azienda leader nella produzione dei pannelli fotovoltaici, ha sviluppato nuovi wafer solari molto più sottili e in grado di sfruttare ben più del misero 10% dell’energia raccolta dagli attuali pannelli. Nel libro si tende anche a focalizzare come sia in progetto un immenso parco solare nel Sahara per alimentare mezza Europa.

Ma esistono altri miti da sfatare. L’energia eolica, spesso considerata inaffidabile per un approvvigionamento costante e continuo di energia elettrica, è invece in grado di fornire il 40% dell’intero fabbisogno energetico della Spagna, anche se solo in certi periodi dell’anno. Così come Portogallo e Irlanda hanno inizializzato le prime turbine in grado di sfruttare l’energia sprigionata dal moto ondoso delle maree con buoni risultati.

Il libro poi si sofferma sulle centrali a basso impatto energetico, privilegiando le centrali a carbone “pulito” anziché le nucleari di nuova generazione, che hanno costi non controllabili e rischi ambientali insiti nella natura del loro funzionamento. Altre tematiche trattate sono le automobili a idrogeno ed elettriche, con una inaspettata presa di posizione a favore del bio-etanolo.

Sulle riflessioni che potranno scaturire dal libro ve ne è comunque una che si porranno tutti i lettori. L’ecologia, le tecnologia “verde” e lo sviluppo economico che potrà derivarne potrebbe dare l’innesco a quel “New Deal” o “Terza rivoluzione industriale” che tutti si auspicano per un benessere diffuso e un mondo pulito a misura d’uomo.

9 dicembre 2008
I vostri commenti
Raffaele, mercoledì 10 dicembre 2008 alle23:29 ha scritto: rispondi »

certo dorylinux, proprio a questo mi riferivo citando "nuove tecnologie per una resa superiore al 40% non ancora giunte in fase industriale" ! Questa novità, se portata a livello industriale, sarà veramente rivoluzionaria. Basti pensare che scienziati USA elaborano un progetto per rendere il paese completamente "solare" nel giro di 50-100 anni, progetto che sarà possibile solo se l'efficienza netta delle celle raggiungerà almeno il 19%. Figuriamoci con un'efficienza superiore al 40% ! ... qualcuno mi sa dire dove posso prenotare un pannello del genere ?!? ... Ciao, Raffaele

dorylinux, mercoledì 10 dicembre 2008 alle22:02 ha scritto: rispondi »

@raffaele ..ci sono buone nuove sulla resa dai un'occhiatina quì: > http://www.genitronsviluppo.com/2008/11/27/celle-solari-efficienza-al-50-dal-mit-ecco-come-aumentare-lefficienza-di-conversione-grazie-alle-nuove-ricerche-del-mit-che-gia-punta-a-misurare-il-possibile-impatto-sul-mercato/ e poi segnati il link al sito, tra quelli che frequento mi sembra il più preparato ed il meno fazioso...

Raffaele, mercoledì 10 dicembre 2008 alle19:33 ha scritto: rispondi »

Quello che dice Christian è (parzialmente) vero "ora" e in questa situazione geo-economico-politica. Ma la velocità con cui cambiano le cose potrebbe essere fatale! Comunque, il concetto è questo: l'Italia ha irradiazione a sufficienza per poter sfruttare su larga scala l'energia solare. Tecnicamente occorre aspettare che il rendimento effettivo delle celle superi il 20%. Strategicamente resta comunque un errore, per come la vedo io, installare tali impianti in un altro continente. Passi per il petrolio che noi NON abbiamo, ma il sole !!! Come ci fa pensare dorylinux: ma "chisto è 'o paese d'o sole" o no ?!?! Ciao e saluti a tutti

dorylinux, mercoledì 10 dicembre 2008 alle14:08 ha scritto: rispondi »

Quoto raffaele ed aggiungo che questa è l'occasione per il sud del mondo (italia centro-meridionale compresa ovviamente visto che il sole è bello intenso) di "darsi dignità e valore" e pure un peso politico. Il sud del mondo che allo stato attuale, non vive ma vegeta, a son di contributi ed iniziative per sfamarlo ed a molti fa comodo che rimanga così com'è, da oggi in poi ha la massima ricchezza che mai avrebbe potuto immaginare, per di più etica e sostenibile e ce l'ha proprio sopra al naso. Se il sud ha voglia di "alzare la testa" questa è la sua occasione, se temporeggia e si sveglia a "giochi gia fatti" avrà perso il suo "Train de vie".

Benito, mercoledì 10 dicembre 2008 alle11:17 ha scritto: rispondi »

Due opinioni, due verità sia quella di cristian che quella di Raffaele. La razionalità ci dice perchè non tutte e due le cose? Per me manca la volontà politica e poco interesse dei poteri forti (vedi le sette sorelle). Ma su questo argomento ci sarebbe da dire troppo. Quando saremo con l'acqua alla gola correremo ai ripari, come sempre. Un saluto BENITO

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