I delfini si chiamano per nome

Dopo la triste notizia di una misteriosa moria in quel del Mar Tirreno, novità ben più distese provengono dal mondo dei delfini. Una recente ricerca ha dimostrato come questi intelligentissimi animali siano capaci di chiamarsi per nome, ovvero di assegnare un suono specifico a ogni singolo individuo del loro gruppo d’appartenenza.

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Il fatto che i delfini possano sfruttare un complesso sistema di comunicazione non è di certo una novità: da anni gli scienziati ne studiano i singolarissimi fischi. Fino a oggi, però, si era scoperta soltanto una modalità di “presentazione”, ovvero un rumore particolare che il delfino emette per comunicare agli altri esemplari e agli umani di essere in salute e di non essere minaccioso. A quanto pare, però, vi sarebbero dei veri e propri nomi per ogni singolo mammifero marino.

Pubblicata su Proceedings of the Royal Society B., la ricerca condotta da Stephanie King dell’Università di St. Andrews svela alcuni segreti dell’interazione fra delfini. Vi sarebbero dei suoni univoci di identificazione, diversi da animale a animale, proprio così come capita per il timbro di voce umano:

«Un delfino emette il suo fischio di riconoscimento per diffondere la sua identità e annunciare la sua presenza, permettendo agli altri animali di identificarsi l’un altro anche a grande distanza, così che si possano ricongiungere. Un fischio del delfino può essere udito fino a 20 chilometri di distanza, a seconda della profondità dell’acqua e della frequenza del fischio stesso.»

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Non è però tutto, perché questo suono univoco non è un dono di natura e nemmeno un’eredità genetica, bensì un fischio che i delfini scelgono autonomamente e consapevolmente sulla base delle loro preferenze. Una sorta di carta d’identità, in altre parole, certificata dallo stesso proprietario. La ricerca ha inoltre rilevato come i delfini siano in grado di apprendere continuamente nuovi suoni, di associarli a oggetti fin ora conosciuti o di battezzare altri essere viventi per il loro facile riconoscimento. Una capacità, quest’ultima, che fino a oggi era a esclusivo appannaggio del genere umano.

Gli esperti fanno sapere di essere soltanto all’inizio di un percorso che porterà a strabilianti scoperte comunicative. Ora si vuole vagliare l’eventuale correlazione tra identificazione e frequenza delle onde sonore, oltre che eventuali ultrasuoni non udibili dall’orecchio umano.

22 febbraio 2013
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