Arrivano buone notizie per quanto riguarda l’approccio della pubblica amministrazione verso le tecnologie ecocompatibili. Infatti, secondo le tendenze che emergono da “Comuni Rinnovabili 2011“, il bilancio annuale dell’energia verde fatto da Legambiente, Sorgenia e Gse, ben il 94% dei comuni italiani hanno scelto le energie rinnovabili.

In totale sono 7.661 i comuni che ospitano almeno un impianto per la produzione di energia pulita, con una tendenza al rialzo rispetto al recente passato e all’anno scorso, quando i comuni “green” erano 6.993: segno della crescente sensibilità ecologica degli italiani.

Particolarmente importanti i numeri che vedono preferire l’energia solare, su cui hanno puntato 7.273 comuni, seguita da quanti hanno scelto le biomasse e da chi ha optato per dotarsi di centrali mini idroelettriche, strada intrapresa da 946 comuni.

Secondo il rapporto appena pubblicato 964 comuni producono più energia da fonti rinnovabili di quanta ne consumano, con un surplus che potrebbe quindi essere destinato ad alimentare il fabbisogno dei centri più vicini.

Significativi rimangono comunque i numeri dell’energia eolica, preferita da 374 comuni che hanno portato la potenza installata complessiva a 5.758 MW, arrivando a produrre, solo nel 2010, 8.374 GWh di energia pulita, una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico di oltre 3,5 milioni famiglie.

Viste le tendenze positive non poteva mancare da Legambiente una richiesta al Governo relativa al chiacchierato decreto Romani e al rischio che la sua attuazione possa penalizzare gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili. Il presidente dell’associazione ambientalista, Vittorio Cogliati Dezza, ha infatti dichiarato:

Chiediamo al governo di modificare il decreto Romani che ha di fatto frenato e tolto ogni certezza agli investimenti, introducendo un tetto alla crescita delle rinnovabili e una revisione degli incentivi che complica gli investimenti.

Dopo anni in cui le energie rinnovabili sono state viste con un misto di curiosità e scetticismo dai cittadini e dalle pubbliche amministrazioni, sembra proprio che la tendenza sia nettamente cambiata. I vantaggi di tali tecnologie sono sotto gli occhi di tutti, anche se per una loro diffusione ci sarà bisogno di consistenti investimenti che però, al momento, rischiano di passare in secondo piano tra le priorità del governo italiano.

Per leggere tutti i dati del rapporto Comuni Rinnovabili 2011 rimandiamo al sito di Legambiente.

29 marzo 2011
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