A Mosca il livello di randagismo è piuttosto elevato, tanto che non è strano incontrare branchi di cani soli in centro città. Le condizioni di vita alle quali sono sottoposti sono chiare a tutti, come dimostrato dalla vicina Ucraina in tempo di Europei di calcio. Ma i randagi moscoviti più scaltri hanno imparato a vivere per la metropoliti, ispirandosi ed emulando i comportamenti umani.

Per questo non è atipico incontrare cani soli, fermi al semaforo pedonale, pazientemente in attesa che scatti il verde. Oppure sulle banchine delle stazioni pronti a prendere treni e metropolitane. I randagi di Mosca dimostrano una vera propensione al ricordo e all’educazione: riconoscono fermate e direzioni.

Secondo Andrew Poyarkov, professore di biologia, molti randagi viaggiano in metropolitana. Accucciati per terra, o sdraiati sui sedili della carrozza, sonnecchiano in attesa della giusta fermata. Quello che li spinge, dalla periferie verso il centro città, è proprio la necessità di procacciarsi cibo. Una pratica consolidata quotidianamente, che li riporta in periferia per la sera e per il sonno.

Molti gli studiosi che si sono concentrati su questo comportamento intelligente e spontaneo. Un atteggiamento dettato principalmente dalla necessità di recuperare un pasto e da quella di trovare un riparo dal gelido freddo invernale. I circa 35.000 randagi che affollano la metropolitana e le stazioni non ha mai dimostrato atteggiamenti ostili, ma piuttosto lungimiranza nell’individuare gli umani migliori ai quali chiedere coccole e cibo.

I cittadini di Mosca hanno imparato a conoscere e convivere con questi piccoli amici, tanto da stabilire un rapporto di reciproco rispetto degli spazi e delle abitudini. Una condizione agevolata dal comportamento accomodante ed empatico che ogni cane possiede.

24 luglio 2012
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