Non parlano, ma si fanno comprendere benissimo e possono diventare ottimi insegnanti di lettura. Di chi stiamo parlando? Ma dei cani ovviamente, come sempre validi compagni di giochi e avventure. La singolare iniziativa ha preso piede sia in USA che in Gran Bretagna, con metodologie diverse ma simili. La singolare presenza di un cane all’interno di una classe di bambini è un ottimo esercizio di pet therapy.

In USA il progetto è stato ribattezzato Read Dog (Reading Education Assistance Dog), ma ogni stato e nazione al di fuori del confine a stelle e strisce l’ha sviluppato in modo simile e parallelo. La presenza del cane, accanto a un bambino impegnato in una lettura rafforza l’autostima e le capacità cognitive. Una forma di Pet therapy educativa, atta a sviluppare l’apprendimento infantile.

Durante la fase di lettura il bambino non esprime ansia e difficoltà, perché la presenza del cane lo rasserena. L’assenza di giudizio da parte dell’animale è la carta vincente del progetto: il cane non ride, non critica e non sgrida. Il quadrupede con la sua placida presenza, mai priva di affetto e interesse, è un incentivo interessante. Gli eventuali movimenti del capo, segno di attenzione, sono motivo di orgoglio personale per il bambino.

Inoltre, accanto al cane, il piccolo non si annoia o si distrae. E questo procedimento potrebbe proseguire in casa, in presenza dell’animale domestico. Grazie a questa iniziativa si stanno ottenendo ottimi risultati nei confronti di bambini con problemi di concentrazione, balbuzie, dislessia e altre problematiche simili. L’operazione avviene in presenza del proprietario del cane e dell’insegnante di sostegno, ma per il bambino esiste solo l’animale vero punto di forza e conforto.

19 novembre 2012
Lascia un commento