Qualche giorno fa si è parlato dell’inesistenza dei cani ipoallergenici, una leggenda metropolitana smentita da una recente ricerca. A margine dello studio, però, si è svelato come la presenza di un cane già in tenerissima età aiuti i bambini a non sviluppare intolleranze e a prevenire l’asma. Ora un’altra indagine svela questa correlazione benefica tra infanti e Fido.

Il Kuopio University Hospital, in Finlandia, ha seguito oltre 400 bambini dal primo trimestre dalla nascita fino al primo anno d’età, equamente distribuiti tra famiglie dotate o prive di un amico a quattro zampe in casa. E i risultati sono sorprendenti: i bambini quotidianamente a contatto con un cane hanno presentato un’incidenza minore di raffreddori, infezioni ai tratti respiratori, patologie all’orecchio e, per ovvia conseguenza, un ricorso minore agli antibiotici.

A quanto pare, sarebbe il contatto diretto con gli animali a incrementare le difese immunitarie dei più piccoli. Secondo il ricercatore Eija Bergroth, le infezioni diminuirebbero al crescere dell’esposizione all’esterno del cane, ovvero più l’animale è sporco più vi è immunizzazione. Una questione che farà storcere il naso agli igienisti convinti, ma comprovata dall’evidenza statistica della ricerca:

«Il più forte effetto è stato rilevato con il contatto canino. Non sappiamo perché sia più forte del contatto felino. Potrebbe avere a che fare con lo sporco portato in casa dai cani, soprattutto perché i migliori effetti protettivi sulle infezioni sono stati rilevati nei bambini che vivono in case dove il cane passa molto tempo all’aperto.»

Secondo Anna Fishbein, studiosa dell’Università del Maryland, la ricerca confermerebbe l’ipotesi dell’eccessivo igiene, da tempo analizzata dalla scienza. Pare che nei primi mesi di vita del neonato un contatto non eccessivo del neonato con i germi faccia bene al sistema immunitario, smentendo così il ricorso alla mania della sterilizzazione e degli ambienti settici. Karen DeMuth dell’Università di Emory, invece, ricorre all’ipotesi del microbioma: l’esposizione precoce ai microbi permette al sistema immunitario di auto-regolarsi, capendo quali siano gli agenti esterni da combattere, quelli da ignorare perché innocui e come evitare reazioni auto-immunitarie che generano allergie. Cauta sui risultati dell’indagine canina, la ricercatrice aggiunge come parte dei dati potrebbero essere influenzati anche da una predisposizione genetica: vi sono bimbi che a contatto dei cani sviluppano difese immunitarie altri, invece, che nonostante l’esposizione continuano a manifestare malessere e intolleranze.

10 luglio 2012
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