Guai in vista per Honda, ma anche per tutte le altre case automobilistiche che fanno leva sui bassi consumi di carburante delle proprie autovetture. La casa automobilistica giapponese è stata condannata negli Stati Uniti a pagare un risarcimento a una cliente che aveva acquistato una Civic ibrida del 2006 allettata dalla pubblicità che prometteva una percorrenza di 20 chilometri al litro. Ma quando l’ha messa alla prova non è mai riuscita a fare più di 12 al litro.

La signora si chiama Heather Peters e vive in California. Insoddisfatta dei consumi della sua auto ibrida si è rivolta al tribunale di Los Angeles che le ha dato ragione.

Honda dovrà pagare 9.867 dollari alla Peters in risarcimento della maggior quantità di carburante consumato dalla Civic, per il maggior costo sostenuto dalla signora per la batteria e per il deprezzamento generale dell’automobile.

Poca roba diecimila dollari scarsi? Un piccolo passo per la Peters, un grande passo per i consumatori. Perché, in realtà, la sentenza californiana sancisce un principio sacrosanto: le case automobilistiche devono comunicare consumi attendibili, non campati in aria in base a metodiche di misurazione che nulla hanno a che vedere con le normali percorrenze dei normali automobilisti. Quello che è stato valido per un’ibrida Honda, infatti, sarebbe valido per qualunque altra automobile del mondo.

4 febbraio 2012
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I vostri commenti
Gianca Pinna, lunedì 13 agosto 2012 alle12:53 ha scritto: rispondi »

In effetti, guidando molto, molto male, ci si può riuscire a fare quelle percorrenze

Ospite84, giovedì 8 marzo 2012 alle13:17 ha scritto: rispondi »

Probabilmente la vettura era difettosa. Oggigiorno 12 Km a litro è il consumo di un' auto da 2.000 cc benzina da 200 cavalli, non di un 1.300 aiutato dal motore elettrico!

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