La vittoria di François Hollande alle Presidenziali francesi dovrebbe significare, stando ai proclami elettorali, una maggiore apertura dell’Eliseo alle questioni ambientaliste. Efficienza energetica, rinnovabili e nucleare sono i temi su cui ci si aspetta di più dal nuovo Presidente.

Soprattutto, come si sa, ad appassionare i francesi sembra essere il tema dell’atomo. La Francia è senz’altro una delle massime potenze nucleari al mondo, sia come numero di centrali attive, sia dal punto di vista dello sviluppo tecnologico, della ricerca e del know how.

Attualmente il nucleare copre il 70% di tutta l’energia prodotta dal Paese. L’obiettivo di Hollande sarebbe quello di ridurlo al 50% in poco più di una decina di anni. Vuol dire che la Francia si sta attrezzando per un abbandono dell’atomo, come Greenpeace (per fare un nome) auspicherebbe? La risposta del nuovo inquilino dell’Eliseo è precisa: assolutamente no!

Nel prossimo quinquennio verrà chiusa una sola centrale, quella di Fessenheim, in Alsazia. Si tratta di una centrale vecchia, la cui unica alternativa alla chiusura sarebbero, secondo l’Agenzia nucleare francese, dei lavori di adeguamento su uno dei reattori per prolungarne la vita per altri 10 anni. Sarkozy era orientato a fare quest’investimento, mentre Hollande marca qui la sua differenza con l’avversario:

Non sono per l’uscita dal nucleare e non sono dogmatico. Ma quella centrale è vecchia e per di più in una zona sismica.

Le precisazioni di Hollande sono importanti per capire il suo progetto. L’aumento degli investimenti nel settore delle rinnovabili farà aumentare la produzione di energia elettrica totale, riducendo matematicamente la quota del nucleare.

Il parco delle centrali atomiche francesi conta, poi, molti reattori decisamente vecchi: la “transizione energetica” di cui parla il nuovo Presidente sembra, allora, quella semplicemente di smettere di investire sul mantenimento di reattori obsoleti, accordando quei fondi alla ricerca ed alla costruzione di centrali di nuova generazione, ritenute più sicure. Difficile, infatti, interpretare diversamente le parole del Presidente:

Ho fiducia nel nucleare, ma bisogna guardare a quello di nuova generazione.

Dunque, quello di Hollande sembra un lento addio alle vecchie centrali, cominciando da quella di Fessenheim, per fare posto sì alle rinnovabili (seguendo il modello tedesco e quello italiano), ma soprattutto rilanciando la costruzione di nuove centrali nucleari.

17 maggio 2012
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I vostri commenti
Ziomaul, venerdì 18 maggio 2012 alle15:58 ha scritto: rispondi »

Veramente dopo disse che non verrà costruita nessuna nuova centrale in Francia e che dopo un accurata ispezione si chiuderanno le altre centrali atomiche mentre è certa quella più vecchia. Non solo disse anche che vuole togliere le attuali facilitazioni al Nucleare francese che vuol dire una morte certa per molte centrali nucleari francesi. Dunque l'articolo riporta solo una parte dei sui discorsi e poi facendoci affermazioni, come si vede, errate. Ciao

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