Anche Hilary Swank è scesa in campo in difesa dei cani, in particolare per quelli randagi della Romania. L’attrice premio Oscar è una grande amante degli animali, lei stessa possiede un piccolo meticcio di Jack Russell trovato abbandonato per le strade di Los Angeles e un meticcio di Labrador. La sua passione e la lotta l’hanno condotta fino a Bucarest, dove Hilary Swank è atterrata settimana scorsa.

L’obiettivo era quello di catturare l’attenzione dei media sulla drammatica condizione dei cani rumeni, vittime della violenza e di una mattanza inaudita che prosegue da anni. Nonostante le iniziative e le sovvenzioni per sterilizzare i randagi, il governo rumeno non disdegna la scelta più rapida della morte tramite gasatura.

Il futuro dei 35.000 animali randagi, nuovamente in bilico, potrebbe avere un triste esito. Da anni sono moltissime le associazioni locali e internazionali che si battono per il loro recupero, che si occupano in particolare della sterilizzazioni e adozione. Non ultimo Save the Dogs and other Animals onlus che opera sul campo, contrastando quanto più possibile la strage silenziosa degli animali. Lo stesso Mickey Rourke ha adottato un cane rumeno per opporsi a questa barbarie.

Hilary Swank crede fermamente nell’importanza sociale ed emotiva della presenza di un cane nella vita di ognuno, in particolare in quella dei bambini. Il legame speciale che si viene a creare è il segnale di un sentimento unico, in grado di donare un effetto curativo nei confronti di chi soffre di depressione e ansia. Queste le sue parole:

«Credo fermamente in una politica anti-sterminio. La speranza è di mettere fine alle uccisioni di massa e incentivare un’attitudine più attenta per tutti gli animali in generale. Credo che possono essere d’aiuto per i ragazzi che non si fidano più delle persone l’amore incondizionato di un animale è molto salutare e insegna non solo l’affetto ma anche il significato della relazione, della responsabilità e la gestione della rabbia. Ho visto in prima persona come si modifica l’animo di un bambino stando con gli animali».

La triste condizione dei cani rumeni non è l’unica che sconvolge gli animi degli animalisti, situazioni simili si registrano in Grecia, Jugoslavia e Ucraina. Quest’ultima complice e responsabile della morte di moltissimi randagi in favore degli attuali Europei di calcio 2012.

28 giugno 2012
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