Heineken è al centro di una bufera mediatica sulla violenza sui cani, anche se probabilmente suo malgrado. Il noto produttore di birra, infatti, è stato preso d’assalto dagli utenti Facebook per la supposta sponsorizzazione di un combattimento fra cani.

La discoteca Oasis di Ulaanbaatar, in Mongolia, ha organizzato un evento di dogfighting, un crudele ring dove i cani vengo aizzati affinché si sbranino l’uno con l’altro. Attorno al palco di questa barbarie, numerose bandierine ritraenti il logo Heineken.

Alla visione della fotografia, diramata proprio tramite social network e stampa, gli amanti degli animali hanno perso lecitamente il controllo e hanno iniziato a riempire la pagina Facebook del produttore di alcolici con frasi tra il deluso e l’ingiurioso, perché i consumatori hanno trovato fuori luogo la sponsorizzazione di un simile evento.

La società, tuttavia, nega con ogni forza il supporto alle violenze sugli animali e ha avviato un’indagine interna per capire per qual motivo le proprie bandiere fossero mostrate a lato del ring. Tramite un comunicato ufficiale, Heineken ha fatto sapere come i loghi fossero rimasti appesi dalla serata precedente, una normale nottata di musica e canzoni sponsorizzata dalla società. Per dimostrare il proprio impegno a favore degli animali, Heineken ha anche ritirato le licenze di distribuzione dei propri prodotti al proprietario della discoteca in questione. Così ha dichiarato Alfredo Pratolongo di Heineken Italia:

«Dopo un’indagine abbiamo appurato che il gestore del locale non aveva rimosso gli addobbi della serata promozionale avvenuta il giorno precedente al combattimento […] Quella foto è lontanissima dalle nostre politiche aziendali. Abbiamo sempre portato avanti campagne di comunicazione responsabili. Addirittura non sponsorizziamo nemmeno la boxe. Bisogna controllare che i distributori cui viene appaltata la gestione del merchandasing facciano rispettare le nostre policies aziendali»

19 aprile 2012
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