Un disastro naturale che sta mettendo a dura prova gli USA e in particolare il Texas. Sono almeno 37 le morti causate dall’uragano Harvey, che nella sua corsa ha provocato anche due esplosioni all’interno dell’impianto chimico Arkema, nella contea di Harris, in prossimità della città di Houston: a preoccupare le autorità è soprattutto la possibile contaminazione delle risorse idriche locali, con la struttura che risulta allagata.

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A lanciare l’allarme è l’EPA, che ha inserito tra i possibili rischi la contaminazione delle risorse idriche con sostanze chimiche industriali, solventi, pesticidi e liquidi di scarico. Figurano tra i possibili sintomi di un avvelenamento da tali composti, prosegue l’Environmental Protection Agency, problemi quali mal di testa, stati febbrili e disturbi intestinali. L’agenzia invita chiunque manifesti questi sintomi subito dopo il passaggio di Harvey a consultare quanto prima un medico.

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La furia di Harvey continua quindi, nonostante il suo imminente declassamento da “tempesta tropicale” a “depressione”, ad abbattersi sulle popolazioni statunitensi. I venti soffiano a una velocità di oltre 60 km all’ora (64), mentre diverse morti sono da attribuire all’alluvione che l’uragano sta portando nella regione. Un invito a non abbassare la guardia è arrivato anche dall’NHC, National Hurricane Center, che ha dichiarato:

L’indebolimento previsto non eliminerà il rischio di precipitazioni intense e inondazioni lungo il percorso di Harvey.

C’è ora preoccupazione, riferiscono le autorità statunitensi, per i territori della Louisiana, con Harvey situato a circa 80 chilometri a nord di Lake Charles. Ingenti sono infine le ripercussioni economiche per gli USA, con Harvey che ha finora provocato danni per circa 160 miliardi di dollari.

Indicative le dichiarazioni di Joel Myers, presidente AccuWeather (società di previsioni meteo), che ha dichiarato come “parti di Houston, la quarta città più popolosa della nazione, saranno inabitabili per settimane e forse mesi.”, ha detto Joel Myers, presidente della società di previsioni meteo “AccuWeather”.

1 settembre 2017
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Marco, venerdì 1 settembre 2017 alle22:52 ha scritto: rispondi »

Non è un disastro naturale

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