L’hamburger in provetta non è ancora sulle tavole degli italiani, ma a molti sembra già non “andare giù”. Questo in sintesi il pensiero di Coldiretti e LAV in previsione di un prossimo arrivo sul mercato di un preparato di carne macinata ricavato a partire da alcune cellule staminali.

L’hamburger in provetta è stato creato dal dott. Mark Post, direttore del dipartimento di Fisiologia presso l’Università di Masstricht (Paesi Bassi). A chi vede nella proposta del dottor Post una soluzione alla futura carenza di carne per coprire il fabbisogno nutrizionale replica la LAV, che vede questa nuova scoperta come la soluzione sbagliata ad un problema che è in realtà riguarda le nostre “abitudini alimentari”.

Un aumento sproporzionato e ingiustificato di carni ha portato ad allevamenti intensivi dannosi per la salute del pianeta, degli animali e dell’uomo stesso, considerando la correlazione che negli ultimi anni è stata accertata la connessione tra consumo eccessivo di carne e alcune tipologie di patologie tumorali. La soluzione secondo LAV è già alla nostra portata e non necessiterà di alcuna “rivoluzione”:

Basti pensare ai piatti a base di legumi, nutrienti e anche dal costo modesto non si tratta di rivoluzionare il nostro stile alimentare, ma più semplicemente di riscoprire anche le ricette dei nostri nonni ed essere davvero consapevoli di ciò che portiamo in tavola, scegliendo esclusivamente i prodotti migliori.


Anche Coldiretti non ha mezzi termini, l’opposizione all’hamburger in provetta è totale. Non solo per quanto riguarda le inevitabili implicazioni di carattere morale, ma anche per dati oggettivi di costi e “appetibilità” del futuro prodotto. Dai dati raccolti emerge che ben il 73% degli italiani non mangerebbe mai un “alimento” simile, neppure nel caso in cui a cucinarlo fosse uno chef di fama internazionale:

Alle forti perplessita’ di natura etica si aggiungono – sottolinea la Coldiretti – quelle di carattere economico con un costo stimato in 250mila euro, per il primo hamburger artificiale creato dal dottor Mark Post, direttore del dipartimento di fisiologia dell’Universita’ di Maastricht, nei Paesi Bassi. L’annuncio che l’hamburger verra’ cucinato dal top chef britannico Heston Blumenthal, noto per le sue creazioni di gastronomia molecolare, non aumenta l’attrattivita’ del piatto se si considera che attualmente con la sperimentazione si sono ottenute – riferisce la Coldiretti – solo strisce di tessuto lunghe 3 centimetri e meno di mezzo millimetro di spessore, di consistenza molliccia e di colore grigio perche non c’e sangue.

21 febbraio 2012
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AGI
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