Halloween è ormai alle porte: il 31 ottobre si festeggerà la notte delle streghe, una tradizione ben consolidata negli Stati Uniti e da qualche tempo diffusa anche sullo Stivale. Si è già visto in un precedente intervento come passare una perfetta notte di divertimento in compagnia di cani e gatti e, proprio in tema di attenzione verso gli animali, è giunto ora il momento di parlare di regole vegan e cruelty-free. Come rendere, in altre parole, la festa di Halloween del tutto esente dallo sfruttamento animale?

A rispondere a questa complessa domanda ci ha pensato la redazione di Ecorazzi: dai costumi alle decorazioni della casa, dai dolcetti alle zucche, tutto può essere cruelty-free. E in questo proposito si inserisca anche la protezione dei gatti neri, purtroppo sempre in pericolo durante la ricorrenza annuale.

Dolcetto o scherzetto

La festa di Halloween è profondamente legata all’arte dolciaria: i bambini, armati di cestelli, suonano di porta in porta per far incetta di caramelle e cioccolato. Per essere rispettosi degli animali, ci si preoccupi che i contenitori prescelti non presentino inserti in pelle. Inoltre, spazio alla fantasia e al riciclo: anche un vecchio sacchetto di plastica, se decorato a dovere magari nelle forme di un meraviglioso fantasmino, può diventare un accessorio chic. Sul fronte della cucina, invece, l’organizzazione è più complessa: ci si deve muovere in anticipo per trovare una pasticceria vegana che offra prodotti privi di latte e uova. In alternativa, si possono preparare dei dolcetti veg fatti in casa, dal cioccolato alle cupcake, le cui ricette sono già state riportate in un precedente intervento.

Tombe e ragnatele

Decorazioni di Halloween

Halloween Decorations via Shutterstock

Halloween impone un particolare impegno anche nella decorazione della casa: lapidi poggiate sull’uscio, finte ragnatele sparse in ogni angolo dell’appartamento, zombie, streghe e le tradizionali zucche. Il primo controllo da effettuare è, come poc’anzi citato, sempre quello sulla pelle: pupazzi, laccetti, abiti e cinture in pelle non sono cruelty-free. Lo stesso vale anche per il make-up: per ricreare l’orrendo volto del più temibile mostro, ci si affidi a prodotti non testati sugli animali. Fortunatamente i cosmetici amici del mondo vegano riportano tutti in etichetta proprio il marchio cruelty-free e, in qualsiasi caso, dalla scorsa primavera la sperimentazione a scopo cosmetico è vietata all’interno dei confini dell’Europa.

Sebbene non si tratti di consigli direttamente collegati agli animali, si approfitti di Halloween anche per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente: il riciclo può essere l’arma più strategica per delle decorazioni mozzafiato. Tra le tante idee, la possibilità di trasformare il tavolo o un angolo del pavimento in una vera e propria tomba zombie. Si prendano i materiali per l’imballaggio dei pacchi – sacchetti a bolle, fiocchi di polistirolo e cartone – magari recuperandoli dai tanti acquisti online che si effettuano durante l’anno. Li si disponga sulle superficie in modo irregolare, così da avere un rettangolo di poco più grandi di una bara. Dopo aver passato un lieve strato di colla – dalla vinilica a quella in stick – si ricopra il tutto con un fitto manto di foglie secche per ricreare il terreno. Con il cartone si crei la sagoma di una tomba, dipingendola poi con tempere grigie – e la si fissi alla base. Infine, con i fiocchi di polistirolo si può ricreare la neve, sminuzzandoli e tritandoli, ma anche il sangue immergendoli nella vernice rossa.

Per ricreare le ragnatele, qualora lo si desiderasse, si può far ricorso a delle t-shirt bianche che non si usano più, ritagliandole ad hoc. In alternativa, si può usare la retina elastica solitamente presente in zaini e valige – quello scomparto adibito al trasporto di prodotti facilmente infrangibili – così come vecchie zanzariere, tende molto sottili e veli.

26 ottobre 2013
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