Il mondo si è commosso per l’immane tragedia avvenuta ad Haiti. Nella gara di solidarietà per alleviare le sofferenze di questo sfortunato paese si stanno distinguendo anche molte aziende attive nel campo delle fonti di energia rinnovabile.

La Sol, azienda americana produttrice di impianti fotovoltaici, ha già regalato ben 15 lampioni solari; presto conta di poterne spedire un altro centinaio, ben sapendo quanto la luce possa essere necessaria in una situazione d’emergenza come quella attuale. Si tratta di lampioni da strada, muniti di pannelli solari, capaci di accendersi la notte, grazie all’elettricità accumulata di giorno.

La SolarWorld fornirà, invece, sufficienti pannelli fotovoltaici per azionare dieci pompe dell’acqua, funzionanti in altrettanti sistemi di depurazione. In questo modo, almeno 175.000 persone avranno a disposizione acqua potabile.

Un’azienda olandese invece metterà al più presto a disposizione circa 1000 cellulari a ricarica solare.

Infine, per ovviare alla tragica carenza di cibo, oltre alle vivande, saranno spediti anche dei forni solari, grazie all’iniziativa della Solar Ovens International.

Per una volta, queste tecnologie nate per sostituirne altre più produttive, ma anche più inquinanti, faranno vedere la loro utilità, anche al di là del rispetto ambientale.

26 gennaio 2010
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
tamigigi, martedì 2 febbraio 2010 alle12:02 ha scritto: rispondi »

Io spero che si scherzi! Certo ogniuno e le aziende stesse fanno quello he si puo.Ma penso che il cibo e un tetto siano piu indispensabili di ogni altra cosa.Aiutiamoli a essere presto liberi e autonomi.

Guido Grassadonio, venerdì 29 gennaio 2010 alle13:24 ha scritto: rispondi »

@Maria È chiaro che purtroppo alcuni aiuti umanitari saranno "interessati", finalizzati a scopi promozionali, più che di solidarietà. Però all'interno di una situazione disastrata come questa, il fatto che le autorità possano contare su dei cellulari può essere un qualcosa di molto più utile di quanto non appaia, magari, a prima vista.

maria, martedì 26 gennaio 2010 alle12:39 ha scritto: rispondi »

E' un bene che anche le aziende a tecnologia più avanzata collabori alla ricostruzione dei paesi distrutti dal terremoto. spero però che non siano aiuti "promozionali". Forse a quelle popolazioni in questo momento servono altre cose....I cellulari!

Lascia un commento