La geotermia rappresenta una delle fonti rinnovabili in crescita, seppur ancora meno sfruttata rispetto alle altre, eolico e fotovoltaico in testa. Il suo principio base è l’utilizzo del calore contenuto nel sottosuolo per alimentare i sistemi di riscaldamento degli edifici o la produzione di energia elettrica. Una tecnologia che nella sua variante a bassa temperatura vanta già importanti applicazioni in strutture di livello internazionale come ad esempio la sede del nuovo Parlamento Europeo.

Una fonte rinnovabile che sembra prendere definitivamente piede anche in Italia. A testimoniarlo l’impegno assunto a fine maggio dalla Regione Lombardia con l’incentivazione di 150 progetti dedicati ad altrettanti impianti di riscaldamento geotermico degli edifici. Lo stanziamento ammonta a circa 4 miliardi di euro e coprirà i lavori portati a termine entro il 31 dicembre del 2013.
Geotermia a bassa entalpia
Il ritardo dell’Italia nel puntare su una simile tecnologia risulta addirittura sorprendente se considerato che fu nel 1904 a Larderello (Toscana) che si gettarono le basi per la costruzione del primo impianto geotermico al mondo, sperimentato dal principe Piero Ginori Conti.

Caratteristiche tecniche e funzionamento:

Un impianto di riscaldamento geotermico è in grado di sfruttare il calore contenuto nei primi strati del sottosuolo (profondità massima circa 100 metri), in Italia le stime parlano di valori compresi tra 12 e 17° e permettono un duplice utilizzo: riscaldamento in inverno e raffreddamento d’estate. Si parla in questo caso di geotermia a bassa temperatura o anche detta geotermia a bassa entalpia.

L’impianto in questo caso si comporrà di un sistema di captazione del calore, una pompa di calore e un sistema di accumulo e di distribuzione del calore a bassa temperatura. Il sistema di captazione consente la concentrazione del calore disperso per consentirne lo spostamento da parte della pompa dal sottosuolo all’impianto (o viceversa, durante i mesi estivi).

Qualora invece ci si trovi in corrispondenza di fonti idrotermali, l’utilizzo della tecnologia geotermica può rappresentare un’importante opportunità per la produzione di elettricità da energia rinnovabile. Le temperature in questo caso saranno comprese tra 50 e alcune centinaia di gradi. Sarà il vapore che queste sacche termiche rilasceranno a consentire il funzionamento delle centrali elettriche, costituite da speciali turbine a loro volta collegate ad un alternatore per la produzione vera e propria di elettricità.Impianto geotermico

Incentivi e finanziamenti:

Il sistema incentivante a disposizione degli impianti ad alimentazione geotermica è sostanzialmente riassunto nei Titoli di Efficienza Energetica, anche noti come Certificati Bianchi. Unicamente per coloro che risultano connessi a reti di teleriscaldamento alimentate tramite la geotermia è possibile usufruire di un credito d’imposta.

I Titoli di Efficienza Energetica, analogamente a quanto previsto per il solare termico, rappresentano l’energia risparmiata misurata in TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio) e possono essere “monetizzati” cedendoli sul mercato organizzato dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) o tramite accordi bilaterali tra soggetti obbligati (acquirenti) e volontari (venditori).

L’accesso al finanziamento per quanto riguarda gli impianti geotermici è reso disponibile da vari istituti di credito. Tra questi Banca Etica, Monte dei Paschi di Siena e Intesa San Paolo. La prima differenzia la propria offerta innanzitutto tra clienti privati e aziendali con rispettivamente i Mutui Micro Energia e i Mutui Energia Corporate.

I privati avranno accesso ad un credito disponibile nelle tre versioni a tasso fisso, variabile e rivedibile, tutti con limite massimo finanziabile di 75.000 e il cui rimborso dovrà avvenire non oltre i 20 anni. Le aziende potranno valutare due diverse soluzioni: il Mutuo Chirografario e quello Mutuo Ipotecario, divise a loro volte in tasso fisso, variabile e rivedibile.
Geotermia, sistema estivo e invernale
Sarà possibile richiedere un finanziamento fino al 100% per impianti i cui costi non superino i 75.000 euro, mentre sarà offerto l’80% per gli altri. Esiste inoltre la possibilità da parte di Banca Etica di procedere con l’erogazione a SAL (Stato Avanzamento Lavori). La durata sarà in questo caso compresa tra i 19 mesi e i 15 anni, mentre sia privati che aziende dovranno essere soci di Banca Etica al fine di poter accedere al finanziamento.

Monte dei Paschi di Siena offre una linea di finanziamento dedicata ad impianti non fotovoltaici (prevista altra formula) e non eolici (il limite potenza è di 200 kW di potenza non superiore a 1.000 kW. Limite massimo finanziabile equivalente all’80% del valore complessivo dell’investimento, con tetto massimo finanziato pari a 5 milioni di euro.

Durata massima del finanziamento fissata in 15 con rimborso attraverso rate semestrali posticipate. Previsto inoltre un possibile periodo di utilizzo di 12 mesi con rate semestrali di soli interessi. Di tipo chirografario, richiede in aggiunta alle normali garanzie la cessione obbligatoria del credito derivante dall’accesso alla tariffa fissa onnicomprensiva erogata dal GSE.

Intesa San Paolo offre invece Prestito Ecologico, una linea di credito che compre importi compresi tra i 2.500 e i 100.000 euro. La durata del finanziamento minima è pari a 2 anni, con un tetto massimo di 15 anni unicamente per la progettazione e installazione degli impianti fotovoltaici. I rimborsi avvengono tramite addebito in conto corrente (sul quale il prestito sarà accreditato) con rate mensili a tasso fisso o variabile.

15 ottobre 2012
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