Guida Eolico

L’eolico è senza alcun dubbio una delle tecnologie alimentate con energie rinnovabili a maggiore diffusione in Italia, titolo che condivide con il fotovoltaico. L’energia del vento si distingue innanzitutto per la sua taglia, che varia dal microeolico al minieolico fino ad arrivare all’eolico propriamente detto (di solito realizzato su scala industriale).

Un’ulteriore categorizzazione è data dalla scelta riguardante il suo collocamento, qualora fosse sulla terra ferma, eolico onshore, o in mare aperto, eolico offshore. Lo sfruttamento dell’energia del vento sta conoscendo un forte sviluppo negli ultimi anni, un progresso che secondo i dati diffusi da Legambiente lo ha portato a coprire fino al 6,4% del fabbisogno energetico italiano.

Tipologie e classificazioni

L’eolico, come detto, si caratterizza principalmente per due tipologie di differenze, la taglia e la collocazione. Vediamo innanzitutto la prima categorizzazione, quella che si divide in microeolico, minieolico ed eolico standard. Il microeolico è definito tale in quanto oltre ad avere strutture fortemente ridotte in quanto ad altezza dal suolo e dimensioni del rotore, si caratterizza per il basso livello di produzione energetica (solitamente a uso privato familiare) e il “cut-in” (velocità di vento minima) stimato in circa 2 metri al secondo.

Più del suo gemello più piccolo, il minieolico rappresenta il riferimento principale per piccole e medie aziende. A queste si aggiungono i piccoli consumatori, che spesso guardano al minieolico per abbattere i costi in bolletta e magari ricavarne un piccolo utile. Il suo cut-in è compreso tra i 2 m/s della versione ad asse verticale e i 4 m/s di quella classica con rotore a pale orizzontale. L’altezza massima dal suolo per questa classificazione è solitamente stimata tra i 20 e i 30 metri.

Infine troviamo l’eolico off-shore i cui impianti, di grandi dimensioni e solitamente realizzati in veri e propri parchi eolici marini, sono situati a distanze variabili dalla costa. La distanza minima per quanto riguarda i mari italiani è fissata con provvedimento a firma dell’ex ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo a 12 km.Eolico offshore

Caratteristiche tecniche di base

Alti dal suolo anche fino a 180 metri e con pale di lunghezza solitamente compresa tra i 20 e i 60 metri, gli aerogeneratori ad asse orizzontale possono produrre energia rinnovabile partendo da pochi kW fino ad arrivare a livelli nell’ordine dei 5-6 MW. a incidere sono soprattutto l’intensità delle correnti ventose e la loro variabilità.

Il corpo centrale è composto innanzitutto da un rotore o turbina, per lo più corredato da tre pale poste ciascuna a una distanza di 120° dalle altre. Questa soluzione consente, seppur a fronte di un costo superiore rispetto alle altre opzioni, di ottenere un maggiore rendimento per via del più efficace bilanciamento oltre a garantire una minore rumorosità.

Meno diffuse le turbine monopala o bipala, più economiche rispetto alla precedente, ma con maggiori sollecitazioni meccaniche che si traducono in un minor rendimento a fronte di una rumorosità più marcata. Altra componente fondamentale è la navicella o gondola, a sua volta contenente un moltiplicatore di giri, un generatore elettrico e un sistema di controllo.

Il moltiplicatore di giri ha il compito di adattare la frequenza dell’energia elettrica prodotta a quella della rete, trasferendola a un albero detto “veloce” dotato di freno di stazionamento. Il generatore elettrico si occupa appunto di attivare l’albero veloce e ne esistono a corrente continua o alternata.

Il sistema di controllo si occupa di un vero e proprio monitoraggio dell’impianto eolico, verificandone costantemente il funzionamento e gestendone il rilascio di energia alla rete. Nei casi di pericolo per la sicurezza della macchina può ordinarne l’arresto, come in occasione di venti di troppo elevata intensità.

Per adattare l’orientamento dell’impianto alla spinta del vento, al fine di migliorarne la resa, nei piccoli impianti trova solitamente posto un timone posto nella parte posteriore della navicella, mentre impianti più costosi e di dimensioni maggiori possono utilizzare speciali pale a passo variabile, in grado di orientarsi automaticamente in caso di mutamento della spinta eolica.
Impianto minieolico ad asse verticale
In ultimo troviamo la torre, il palo che sostiene il macchinario mantenendolo all’altezza ottimale per catturare la spinta eolica. Maggiore è la distanza dal suolo e maggiore risulta la velocità del vento riscontrabile. Alti fino a 180 metri, possono variare anche nel diametro garantendo una crescente stabilità con l’aumentare del proprio raggio.

Sostanzialmente analogo il funzionamento delle turbine eoliche ad asse verticale, che però differiscono in alcuni punti fondamentali. Innanzitutto l’assenza di pale, oltre al funzionamento anche in condizioni di vento variabile e di forte intensità. Minore il cut-in rispetto agli aerogeneratori ad asse orizzontale, seppur la loro diffusione sia notevolmente ridotta rispetto a questi ultimi.

Varianti e nuove tecnologie per l’eolico

Sfruttare l’energia eolica anche ad alta quota è quanto si è prefisso il Kite Wind Generator, una tecnologia che sfrutta sostanzialmente la stessa meccanica espressa dal kitesurfing. Una tipologia di eolico forse sconosciuta ai più, ma il cui progetto ha preso piede a partire dal 2004. Dei primi di settembre 2012 l’annuncio da parte della KiteGen di voler acquisire l’Alcoa per produrre alluminio alimentando le fabbriche con l’energia del vento.

Un’altra interessante alternativa sono i sistemi ibridi alimentati tramite eolico e idrogeno. Nei momenti di attività eolica l’energia in eccesso viene immagazzinata utilizzando il moto prodotto per l’elettrolisi dell’acqua. L’idrogeno ottenuto è poi impiegato in apposite celle a combustibile per produrre energia nei momenti di vento insufficiente.

Esiste infine una tecnologia eolica definita “Mulino a turbina multipla”, che si caratterizza per un rotore relativamente piccolo (diametro massimo di 3 metri) e un numero di pale che può arrivare fino a 18. Adatto per lo più al microeolico, funziona anche con venti di bassa intensità e si rivela conveniente per i piccoli consumi domestici.

Incentivi e finanziamenti

Gli incentivi a disposizione per chi avvia un impianto eolico sono principalmente due: i Certificati Verdi (CV) e le Tariffe Onnicomprensive (TO), entrambi della durata di 15 anni. Le iniziative sono reciprocamente autoescludenti, chi sceglie la prima dovrà obbligatoriamente rinunciare alla seconda e viceversa così come indicato sul sito del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

I Certificati Verdi sono titoli negoziabili, con riferimento all’intera produzione energetica (comprensiva della parte eventualmente destinata all’autoconsumo). a essi può inoltre aggiungersi la vendita dell’elettricità con sistemi di “Scambio sul posto”, di “Ritiro Dedicato” o in alternativa semplicemente sfruttando il risparmio in bolletta garantito dall’autoconsumo.

Le Tariffe Onnicomprensive sono destinate esclusivamente a impianti con potenza inferiore ai 200 kW e garantiscono speciali tariffe di ritiro per l’energia immessa in rete. I nuovi impianti eolici possono ottenere un incentivo pari a 300 euro ogni MWh immesso nel sistema. Prerequisito necessario, così come per i CV è la certificazione IAFR (Impianto Alimentato da Fonti Rinnovabili).

Passiamo infine ad affrontare un altro importante aspetto, quello relativo ai finanziamenti. Ecco alcune delle principali offerte dedicate al settore eolico. La prima è quella di Banche del Credito Cooperativo, frutto di un’intesa siglata con Legambiente.
Energie rinnovabili, eolico offshore
La linea di credito si chiama Linea Rinnovabili ed Efficienza e possono beneficiarne sia privati che aziende.

Si può richiedere di finanziare fino al 100% della spesa, comprensiva di IVA, il cui importo massimo non può in ogni caso superare i 200.000 euro. Il rimborso avviene ratealmente ed è estendibile fino a 20 anni con preammortamento fino a 24 mesi e tasso Euribor 6 mesi + max 1,5%.

La particolarità di questa iniziativa sta nell’invio da parte della BCC della documentazione completa fornita dal richiedente a Legambiente, che fornirà un parere di fattibilità sul progetto. Ulteriori informazioni possono essere richieste numero 0564 – 487711.

Finanziamenti per la realizzazione di un impianto eolico vengono anche da Banca Etica, con soluzioni dedicate sia ai privati (Mutuo Micro Energia) che alle aziende (Mutuo Energia Corporate). Il primo è disponibile nelle tre versioni a tasso fisso, variabile e rivedibile, tutti con limite massimo finanziabile di 75.000. Il rimborso dovrà inoltre avvenire non oltre i 20 anni.

Il finanziamento alle aziende ha 2 diverse soluzioni possibili: Mutuo Chirografario e Mutuo Ipotecario, divise a loro volte in tasso fisso, variabile e rivedibile. L’importo massimo finanziabile è pari al 100% per impianti i cui costi non superino i 75.000 euro, mentre è dell’80% per gli altri con possibilità di erogazione a SAL (Stato Avanzamento Lavori). La durata sarà compresa tra i 19 mesi e i 15 anni. Condizione necessaria per la concessione di queste tipologie di finanziamento è l’essere socio di Banca Etica.

Queste sono comunque solo due esempi delle offerte a disposizione per quanto riguarda la sfera del finanziamento a sostegno della realizzazione di impianti eolici. Altre iniziative analoghe sono fornite da istituti come Monte dei Paschi di Siena e Intesa San Paolo.

23 ottobre 2012
I vostri commenti
berardino rosito, giovedì 20 marzo 2014 alle7:19 ha scritto: rispondi »

Anche io mi rivolsi alla BCC, mi hanno chiesto delle condizioni assurde, e pertanto molto dissuasive.

Karmine56, mercoledì 24 ottobre 2012 alle22:22 ha scritto: rispondi »

Le BCC non danno niente se non hai garanzie. Perciò smettete di dire fesserie.

Lascia un commento