Introduzione

Di fotovoltaico domestico si parla ormai sempre più spesso, eppure in Italia ben pochi conoscono cosa siano effettivamente. Certo c’è la coscienza chiara che si tratti, per lo più, di pannelli solari installati sui tetti per produrre energia elettrica e non soltanto “acqua calda” come i pannelli solari propriamente detti.

Ma perché una famiglia dovrebbe valutare la possibilità di installarne anche in casa propria? Basta dare un’occhiata alle migliaia di euro dei prezzi medi in listino per dubitare della “convenienza”. Eppure, a patto di avere gli spazi architettonici adatti, il fotovoltaico è davvero un’opportunità d’investimento importante, da tenere in particolare considerazione non solo per il significato ecologico, ma anche meramente economico – che in un periodo di crisi come quello attuale non è proprio un argomento da disprezzare.

Tra le spese che più dannano gli italiani c’è sicuramente la bolletta energetica. In effetti, per tutta una serie di motivi, quella del nostro Paese è una delle più care in Europa. Ecco, farsi un impianto fotovoltaico significa, innanzi tutto, dimenticarsi di dover pagare ogni due mese questo dazio.

Consideriamo che le ultime stime parlano di una media prevista superiore ai 460 euro annui a nucleo familiare. E non c’è nessuno motivo di pensare che questa resti stabile col tempo. Case un po’ più grandi della media, poi possono arrivare a consumi sensibilmente maggiori. Se contiamo che la vita di un impianto fotovoltaico varia dai 20 ai 30 anni, capirete come il prezzo degli impianti viene ricompensato in poco tempo anche soltanto tenendo in considerazione il risparmio in bolletta.

Ma non c’è solo quello: un impianto fotovoltaico domestico durante al giornata produce più energia di quanto ne venga consumata mediamente in 24 ore. Questo di più viene venduto all’Ente Gestore dell’energia (di solito l’Enel) e sul prezzo di vendita intervengono i famosi incentivi statali del Conto Energia di cui parleremo fra pochissimo.

A conti fatti, dunque, la maggior parte delle volte un impianto fotovoltaico in casa – o in azienda, come vedremo – è un’affare vantaggioso. Ma quanto vantaggioso?

Dipende da caso per caso o, per meglio dire, da casa per casa: regione, esposizione solare, disponibilità di spazi e di investimento iniziale (cui però possono venire incontro le banche). Con gli incentivi del Quarto Conto Energia, i conti dovrebbero essere alla pari dopo 10 anni (a volte meno, a volte più, soprattutto al Nord). Ovviamente, però dipende da vari fattori tenici, molti dei quali saranno argomenti delle prossime pagine. Con il nuovo Quinto Conto Energia, come vedremo, in molti casi non cambierà di molto la situazione.

Più specificatamente, si faccia riferimento a questo schema, che riferisce alla produzione annua media di un impianto fotovoltaico di 8 m2 in tre diverse località del Paese:

  • Milano 1167 kWh ogni anno;
  • Roma 1477 kWh ogni anno;
  • Trapani 1669 kWh ogni anno.

Dunque, un impianto a Napoli, ad esempio, produrrebbe circa 1500 Kwh annui cui vanno a sottrarsi ai consumi familiari. Quello che resta viene venduto all’Ente Gestore. Si comprende, quindi che la prima vera accortezza da tenere è quella di commisurare le dimensioni dell’impianto in modo che la produzione superi i consumi medi annui del nucleo familiare.

Per ultimo, non sono da dimenticare i costi di smantellamento che, anche se spostati nel tempo, andranno comunque a incidere sulla valutazione generale dell’affare.

Un buon strumento per calcolare la convenienza si un ipotetico impianto fotovoltaico possiamo trovarlo a questo link.

Il Fotovoltaico, cosa è?

schema fotovoltaico

L’energia solare è sfruttata dall’uomo in decine di forme diverse. Se consideriamo che anche il vento è generato dall’influenza del Sole sulla Terra e che persino l’energia chimica dei carburanti fossili non è che una trasformazione di ciò che in origine erano raggi solari, ci rendiamo conto come la stella a noi più vicina sia la fonte di energia elettrica più importante a nostra disposizione.

Quella che viene chiamato genericamente fotovoltaico non è che una delle tecnologie a nostra disposizione per trasformare in elettricità la luce e il calore proveniente dal sole. Si tratta, a ogni modo della più diretta.

La ricerca sul campo è attivissima in tutto il mondo e, possiamo dire senza timore di essere smentiti, non esiste in realtà un unico fotovoltaico. Dietro pannelli apparentemente simili possono ritrovarsi tecnologie anche molto diverse. Le caratteristiche principali su cui si lavora sono la flessibilità, l’efficienza energetica (che in genere non è molto alta) e i costi di produzione. Un modulo fotovoltaico estremamente economico, ma pochissimo efficiente serve, infatti, a ben poco; lo stesso dicasi di un pannello efficiente, ma caro.

Ma, tralasciando i prodotti sperimentali o molto innovativi – almeno per il momento – cerchiamo di capire come sia costituito un pannello solare commerciale, ovvero uno di quelli che chiunque di noi potrebbe avere sul tetto di casa:

  • Ovviamente si comincia con una base di sostegno. Questa cambierà a seconda del tipo di impianto (ad esempio uno su tetto sarà diverso da uno a terra);
  • L’inverter serve a trasformare l’energia elettrica continua generata dal modulo fotovoltaico in corrente alternata;
  • Il modulo fotovoltaico vero e proprio che si preoccupa di trasformare l’energia solare in elettricità.

Di moduli ne esistono, come detto, svariati tipi. Ma i più comuni sono due:

  • Con nucleo in silicio monoscristallino: costosi, poco flessibili nell’uso e di solito ingombranti, assicurano tra le tecnologie standard l’efficienza maggiore, anche del 17%;
  • Con nucleo in silicio policristallino: più adattabili a contesti diversi, più economici, sono però anche meno efficienti.

Esistono anche altre tecnologie di fotovoltaico largamente in uso oggi giorno, come quella denominata a Silicio ribbon o quella a silicio amorfo: si tratta di soluzione estremamente più economiche delle precedenti, ma con un efficienza che scende (spesso anche di tanto) al di sotto della soglia del 10%. Spesso ci si riferisce a tali tecnologie con il nome di a film sottile.

Alcuni nuovi tipi di fotovoltaico si concentrano più che sulla tecnologia del modulo, sull’architettura generale del pannello. Abbiamo quindi pannelli capaci di concentrare i raggi sopra la cellula fotovoltaica tramite specchi di rifrazione – aumentando l’efficienza – o strutture di appoggio capaci di seguire il sole a mò di girasole, in modo da ottenere sempre l’inclinazione ottimale. Va detto che nessuna di queste soluzioni è diventata al giorno d’oggi davvero di successo commercialmente.

Fotovoltaico domestico

fotovoltaico domestico

La forma più nota di fotovoltaico è senza dubbio quello domestico. Nella maggior parte dei casi consiste nella costruzione di un impianto di pannelli solari su tetti o sulle terrazze di abitazioni private. Tale impianto va poi collegato con la rete nazionale e il privato venderà energia al prezzo stabilito dalle regole del Conto Energia vigente al momento della stipula.

Appare evidente come, paradossalmente, la cosa più complessa da superare siano proprio i passaggi burocratici. Il GSE fornisce tutte le guide necessarie a essi, ma ciò non rende comunque la cosa alla portata di tutti.

Per questo motivo la quasi totalità delle aziende del settore offrono pacchetti completi che vanno dalla progettazione dell’impianto ai passaggi burocratici, passando per le operazione di montaggio.

Ad ogni modo, vi consigliamo di informarvi bene sui dettagli attraverso fonti terze – come il nostro sito – per esser realmente consapevoli dei passaggi: nel momento in cui decidete quale delle tante offerte del mercato accettare, conoscere la materia può aiutarvi a non avere brutte sorprese.

Di quelli riguardanti i finanziamenti parleremo, comunque, in seguito; ora vedremo di capire quali sono i passaggi e le varianti che caratterizzano l’impianto di moduli solari domestici.

Primo punto da osservare è la tecnologia usata. Come abbiamo visto nel precedente capitolo, non tutto il fotovoltaico è uguale e non sempre la tecnologia più avanzata è da considerarsi la migliore. La chiave di valutazione è il rapporto costi/produzione di energia. Altro dettaglio importante è il peso: dato che i pannelli verranno sistemati sopra tetti civili, non si può pensare di appesantirli oltre una certa misura.

Inoltre, solitamente a un impianto fotovoltaico si accompagna anche anche un impianto termosolare, in grado di produrre acqua calda. Alcuni pannelli di nuova generazione integrano le due funzioni. I produttori dichiarano anche uno degli effetti del doppio lavoro è un aumento dell’efficienza della cella fotovoltaica – dovuto all’effetto refrigerante dell’acqua. Valutare questo tipo di prodotti può essere una buona idea.

Importantissima è la fase di progettazione dell’impianto. In pratica i moduli vanno integrati su situazioni architettoniche di solito preesistenti. La cosa comporta non solo cavilli burocratici, ma anche una scelta tecnologica bene approfondita. L’inclinazione dei tetti, la loro ampiezza, la presenza di ostacoli che coprano il sole sono tutte variabili di cui tenere conto. Un pannello mal posizionato come inclinazione o coperto perde in efficienza e vantaggiosità.

Il lavoro di progettazione deve dunque essere svolto da professionisti che tengano conto di tutti questi fattori.

Infine, può essere una buona idea quella di affidarsi a un servizio di prestito bancario per limitare il peso della spesa iniziale. Anche in questo caso le offerte sono innumerevoli e per maggior precisione vi rimandiamo a una serie di articoli pubblicati nei mesi scorsi.

Fotovoltaico a terra

impianti fotovoltaici a terra

Se siete proprietari di uno spazio a terra, magari il vostro giardino di casa, potete valutare l’opportunità di costruire lì il vostro impianto domestico.

Questa soluzione prevede vantaggi non indifferenti. Intanto, vi permette di ragionare su tecnologie di qualsiasi peso, compreso i pannelli in grado di inseguire il sole e avere sempre l’inclinazione ottimale alla massima resa. Inoltre anche la manutenzione è mediamente più semplice e veloce rispetto a impianti sui tetti e, soprattutto, si possono progettare impianti decisamente più grandi avendo a disposizione una metratura maggiore.

Ciononostante vi sono anche delle controindicazioni, che vanno tenute in profonda considerazione. innanzitutto tutti i pannelli a terra, tranne rare eccezioni (spesso costose) rendono il terreno non coltivabile. L’integrazione architettonica con l’ambiente risulta anche piuttosto difficile: un giardino pieno di pannelli sarà difficilmente “carino” e piacevole alla vista.

Questo complesso di situazioni rende fondamentale un lavoro di progettazione comune tra l’interessato e l’azienda contattata. Bisogna infatti capire quanti metri di terreno occupare, capire i passaggi burocratici da superare, calcolare i costi e i benefici. Infatti, come vederemo, se è vero che è possibile costruire a terra impianti ben più grandi di quelli possibili sui tetti occorre non dimenticare che crescendo le dimensioni diminuiranno comunque i contributi ricevuti a Watt.

In ogni caso, quindi, la burocrazia non è mai semplice nonostante le guide del GSE. Sono però le aziende, di solito, a sbrigarne i passaggi. Dato il costo medio piuttosto alto per ogni impianto si tenga conto della lentezza cronica nell’ufficializzazione dell’allaccio.

Fotovoltaico piccole aziende agricole

impianti fotovoltaici su terreni agricoli

Moltissime aziende agricole hanno scoperto le rinnovabili come fonte accessoria di investimento. Infatti, con un buon progetto – sia a livello tecnico, sia di business planning – è possibile allacciare un impianto che abbatta le spese energetiche aziendali, arrivando anzi ad avere dei ricavi.

È sorta di recente un po’ di polemica nei confronti di un certo tipo di fotovoltaico agricolo: infatti, succede che alcuni agricoltori, spinti da incentivi estremamente generosi, decidano che non valga più la pena di coltivare i terreni e riempiano i loro campi di pannelli. In pratica, ettari ed ettari di terreno agricolo vengono sottratti alla coltivazione, con un danno paesaggistico non indifferente e un impoverimento produttivo dell’intero Paese.

Questi timori, per molti versi non infondati, sono stati fatti propri anche dal Ministro Corrado Clini. In generale, quindi, gli incentivi tendono a premiare soltanto quelle soluzione che davvero intendano il fotovoltaico come variazione di investimento, come valorizzazione diversa di alcuni spazi, ma all’interno di un’attività che resti prevalentemente agricola.

Dunque, spazio soprattutto a impianti solari posti sopra gli edifici – invece che sui terreni agricoli – e che abbiano una capacità produttiva non sproporzionata rispetto alle necessità dell’impresa.

Una delle nuove frontiere in questo senso sembra essere l’installazione di pannelli fotovoltaici sopra le serre. Ma non mancano forti resistenze anche in questo caso: in effetti, la coltivazione in serra vera e propria pretende l’uso di costruzioni per lo più leggere e momentanee. Il fatto di volere installargli sopra dei pannelli solari, che devono restare in funzione anche 20-30 anni non può non stonare: il rischio è che qualcuno costruisca delle serre vuote, soltanto per potersi accaparrare gli incentivi statali.

Una buona idea, nel caso si sia interessati a farsi installare un impianto del genere è ricorrere a un mutuo bancario per far fronte alle spese iniziali, visto anche che i costi mensili per ripagare il prestito vengono ammortizzati dal guadagno ottenuto grazie agli incentivi.

Alcuni istituti bancari hanno studiato formule misurate proprio sulle necessità delle aziende agricole. Un esempio è Cariparma, su cui abbiamo anche scritto un articolo qualche mese fa.

Quali pannelli scegliere?

come scegliere i pannelli

Ma quali sono le marche di pannelli fotovoltaici cui rivolgersi per ottenere i maggiori risultati? Non è molto facile rispondere. Intanto, possiamo però rivelare quali sono le tre aziende che secondo una classifica recente producono le celle con maggiore efficienza al mondo:

  1. Canadian Solar;
  2. Suntech;
  3. Trina.

Con l’azienda Canadese saldamente al comando con diversi prodotti con un’efficienza impensabile per la concorrenza. Detto questo, il valore dell’efficienza delle celle non è l’unico da tenere in considerazione. Ciò che acquistate, infatti, è un intero impianto e la qualità del tutto la si vede a patire dal rapporto prezzo/efficienza del complesso. Ed è questo il motivo per cui i moduli cinesi stanno vendo un boom importante.

Inoltre, molte aziende creano impianti a partire da pezzi prodotti da industrie terze. Non è un segreto che la nuova “italianissima” fabbrica del gruppo Marcegaglia utilizzerà celle di fabbricazione cinese.

Dunque la domanda da porsi è chi mi offre il pacchetto completo migliore? I competitor sono tanti, da Solsonica a Beghelli, passando per Enel GreenPower. Ma non mancano anche aziende più piccole che localmente svolgono lo stesso servizio.

Dato che le offerte cambiano continuamente, anche in misura dell’arrivo di nuove tecnologie e di nuovi sistemi di finanziamento, il nostro consiglio è quello di farsi fare dei preventivi da più aziende. Il preventivo non deve però comprendere solo il prezzo bruto, ma tutto il complesso sistema di progettazione. Potrete quindi valutare i tempi di lavoro, lo spazio occupato dall’impianto, la produttività energetica prevista, eventuali servizi accessori, la garanzia e le modalità per accedere al servizio tecnico in caso di cattivo funzionamento. Solo dopo, vi consigliamo, scoprite la casella prezzo.

Detto questo, vi offriamo una breve panoramica sulle offerte per il fotovoltaico domestico di tre aziende tra le maggiori nel mercato italiano, anche se magari meno note al pubblico dei non addetti.

  1. Sunpower è sicuramente uno dei colossi mondiali del settore. L’azienda statunitense, che si vanta pubblicamente di offrire i migliori impianti sul mercato (con efficienze superiori al 18%, che nei casi più costosi raggiungono anche il 20%). Si tratta sicuramente di una delle opzioni più care, anche se qualitativamente superiori. Quanto più caro è difficile da dire, visto che tutto dipende ovviamente dal tipo di impianto desiderato. Ma la caratteristica principale per cui vi segnaliamo Sunpower è sicuramente il fatto di lavorare molto all’impatto estetico dei propri impianti. Se a frenarvi fin’ora dall’acquistare un impianto fotovoltaico è stato la paura di peggiorare l’estetica della casa, probabilmente uno sguardo ai lavori della Sunpower potrebbe sorprendervi. In particolare, è proprio la grande efficienza delle celle a permettere un’installazione non invasiva;
  2. Più varia è la proposta di un’altra enorme multinazionale del settore, la Sharp: in questo caso l’offerta comprende sia la possibilità di scegliere moduli monocristallini, sia policristallini, sia infine i recenti moduli a film sottile. L’efficienza tra il primo e il secondo caso non cambia di molto, circa l’1% in più per i policristallini (che raggiunge punte di 15,2). Molto più bassa, sotto il 10%, l’efficienza dei moduli a film sottile: ma si sa, ciò che rende quest’ultimi convenienti è l’estrema economicità. In generale se cercate un’offerta più flessibile, magari più economica, e disponete di più spazio da fornire ai pannelli, la Sharp può essere una buona idea;
  3. Infine, non può mancare il vero big one del mercato: la Suntech, colosso cinese numero 1 in produzione di moduli fotovoltaici al mondo. In questo caso i prezzi dipenderanno anche dall’azienda distribuzione locale che troverete. In quanto prodotto cinese è facile pensare a un prodotto di qualità inferiore. Sulla carta però l’efficienza dei moduli è comparabile a quella dei migliori prodotti Sharp (oltre il 15%). Inoltre, il prodotto di punta, le celle Pluto, raggiungono un’efficienza del 19%, cioè prossime ai risultati migliori ottenuti dalla SunPower. Insomma, non c’è motivo per non prendere in considerazioni i prodotti Suntech in un confronto anche qualitativo.

Concludiamo ricordando come per valutare l’effettiva efficienza di un impianto – e quindi non del solo modulo – bisognerà prendere in considerazione anche la qualità dell’inverter. Un inverter mediocre può annullare tutti i benefici del fatto di avere un fotovoltaico di ultima generazione.

Quinto Conto Energia

Gestore Servizi Energetici

Il Quinto Conto Energia è la nuova legge – attualmente si tratta di un decreto interministeriale – che regola la concessione dei finanziamenti al fotovoltaico. In pratica regola il prezzo (incentivato) con cui viene comprata l’energia da parte del Gestore. Il testo esatto della legge può essere scaricato da questo link.

Se avete letto i nostri articoli riguardanti il Quinto Conto Energia, saprete già che il testo prevede un passaggio molto sgradito agli operatori di settore. Parliamo dell’iscrizione obbligatoria al registro del GSE che, qualora le richieste di incentivi dovessero superare una certa cifra, escluderà alcuni impianti dalle tariffe incentivanti.

Una situazione che a prima vista può scoraggiare la maggior parte degli interessati. Eppure, a meno che non siate un’azienda, o a meno che non desideriate trasformare il fotovoltaico in una fonte di reddito molto alta, per molti di voi questi lacci burocratici non conteranno. Infatti vanno chiariti almeno 3 punti preliminari:

  1. tutti gli impianti da 12kW in giù non avranno necessità di partecipare a quella che è stata definita come: la lotteria dei registri;
  2. Inoltre, chiedendo una piccola riduzione degli incentivi, anche gli impianti inferiori ai 20 kW potranno essere evitare i rischi dell’iscrizione nel registro;
  3. Infine, qualora si operasse contestualmente alla rimozione dell’amianto nello stesso edificio dove porre i pannelli fotovoltaici, il limite sale a 50kW.

Se consideriamo che 12kW sono mediamente una potenza superiore a quanto necessario per una famiglia ci rendiamo conto come il problema del Quinto Conto riguardi principalmente i grandi impianti a terra. Dati i tagli nel settore, è poi probabile che molte aziende investiranno ancora di più sul fotovoltaico domestico ed è forse possibile immaginare una riduzione dei costi nel medio periodo.

Ma a quanto ammontano questi incentivi? La quantità varia a seconda delle dimensioni dell’impianto. Più esso è grande, meno favorevoli sono le tariffe. Inoltre, le tariffe varieranno da semestre in semestre, secondo lo schema riportato nelle seguenti tabelle:

Per il primo semestre gli incentivi saranno i seguenti

impianti su
edifici
altri impianti
potenza minima potenza massima tariffa omnicomprensiva tariffa premio
energia consumata
in sito
tariffa omnicomprensiva tariffa premio
energia consumata
in sito
€/MWh €/MWh €/MWh €/MWh
1kW 3kW 208 126 201 119
3kW 20kW 196 114 189 107
20kW 200kW 175 93 168 86
200kW 1000kW 142 60 135 53
1000kW 5000kW 126 44 120 38
5000kW //////////// 119 37 113 31

per il secondo invece:

impianti su
edifici
altri impianti
potenza minima potenza massima tariffa omnicomprensiva tariffa premio
energia consumata
in sito
tariffa omnicomprensiva tariffa premio
energia consumata
in sito
€/MWh €/MWh €/MWh €/MWh
1kW 3kW 182 100 176 94
3kW 20kW 171 89 165 83
20kW 200kW 157 75 151 69
200kW 1000kW 130 48 124 42
1000kW 5000kW 118 36 113 31
5000kW //////////// 112 30 106 24

per il terzo semestre avremo:

impianti su
edifici
altri impianti
potenza minima potenza massima tariffa omnicomprensiva tariffa premio
energia consumata
in sito
tariffa omnicomprensiva tariffa premio
energia consumata
in sito
€/MWh €/MWh €/MWh €/MWh
1kW 3kW 157 75 152 70
3kW 20kW 149 67 144 62
20kW 200kW 141 59 136 54
200kW 1000kW 118 36 113 31
1000kW 5000kW 110 28 106 24
5000kW //////////// 104 22 99 17

per il quarto invece:

impianti su
edifici
altri impianti
potenza minima potenza massima tariffa omnicomprensiva tariffa premio
energia consumata
in sito
tariffa omnicomprensiva tariffa premio
energia consumata
in sito
€/MWh €/MWh €/MWh €/MWh
1kW 3kW 144 62 140 58
3kW 20kW 137 55 133 51
20kW 200kW 131 49 126 44
200kW 1000kW 111 29 107 25
1000kW 5000kW 105 23 101 19
5000kW //////////// 99 17 95 13

ed infine nel quinto avremo:

impianti su
edifici
altri impianti
potenza minima potenza massima tariffa omnicomprensiva tariffa premio
energia consumata
in sito
tariffa omnicomprensiva tariffa premio
energia consumata
in sito
€/MWh €/MWh €/MWh €/MWh
1kW 3kW 133 51 130 48
3kW 20kW 128 46 124 42
20kW 200kW 122 40 118 36
200kW 1000kW 106 24 102 20
1000kW 5000kW 100 18 97 15
5000kW //////////// 95 13 92 10

Coloro che accederanno ai finanziamenti dopo l’inizio del sesto semestre vedranno le tariffe scendere del 15% ogni sei mesi. Concludiamo ricordando che il Quinto Conto Energia sostituirà il Quarto solo a partire dal 27 agosto. Fino ad allora varranno le regole, più convenienti, del Quarto Conto.

Burocrazia: lo scoglio del GSE

Se provate a chiamare una delle tante aziende che si occupano di fotovoltaico nel nostro Paese, da Solsonica a Beghelli, passando per le più piccole realtà locali, probabilmente vi diranno di non preoccuparvi della burocrazia, perché penseranno loro a tutti i dettagli.

Si tratta di una cosa sicuramente utile, ma il nostro consiglio è quello di avere ben presenti quali siano i passaggi da fare, in modo da avere sott’occhio tempi e controllare in maniera più precisa il procedere dei lavori. Come visto, infatti, il tempo è una delle variabili chiave nell’affare fotovoltaico.

Lo schema riportato riassume molto brevemente quali siano le procedure da seguire:

  • Il primo passaggio da fare è la presentazione di un progetto preliminare dell’impianto all’Ente Gestore competente, di solito l’Enel. Ovviamente un passaggio del genere non può che essere svolto dopo che il suddetto progetto sia stato stilato e firmato da professionisti competenti;
  • Dopo aver comunicato il progetto al Gestore, dobbiamo avvisare anche le istituzioni locali. Il secondo passaggio, infatti, consiste nella presentazione di una D.I.A. al Comune. In alcuni casi questo passaggio non è obbligatorio: quando si parla di edifici nuovi o in corso di ristrutturazione, nel caso in cui però l’impianto sia già presente nell’elaborato originale;
  • Ora possiamo installare l’impianto fotovoltaico vero e proprio. A questo punto il grosso del lavoro fisico è stato svolto, ma burocraticamente siamo ancora a metà strada;
  • Dopo aver collaudato l’impianto possiamo comunicare il fine lavori all’Ente Gestore;
  • Lo stesso Ente dovrà venire a fare a sua volta un collaudo e a installare i contatori;
  • A questo punto possiamo dichiarare l’impianto in esercizio e, solo ora, possiamo chiedere al GSE, attraverso domanda con allegata documentazione finale del progetto, i nostri “sudati” incentivi.

Dunque, per chiarirsi, avere un impianto fotovoltaico collegato alla rete non vuol dire essere ammesso direttamente agli incentivi. Questi vanno richiesti e ricordate: questa domanda può essere svolta soltanto online sul sito ufficiale del GSE (sempre che con l’intervento del Quinto Conto il GSE non cambi procedura, cosa che solitamente viene comunicata con molto ritardo).

Un ultimo particolare: un tempo si potevano stipulare due contratti diversi con il GSE: lo Scambio sul posto e il Ritiro dedicato. Con il Quinto Conto, però, è stato soppresso il lo Scambio sul posto. Si trattava di un’opportunità interessante, la cui dismissione semplifica di certo la vita burocratica al GSE, ma riduce il ventaglio di possibilità nelle mani del potenziale utente.

Concludiamo ricordando come secondo molte stime il Quinto Conto Energia non avrà vita lunga: non è impossibile che tra un anno dovremo rimettere mano a questa guida, aggiornandola ai dettami di un possibile Sesto Conto.

7 agosto 2012
I vostri commenti
Andrea, lunedì 27 aprile 2015 alle16:40 ha scritto: rispondi »

Buonasera, vorrei porre un quesito: la mia famiglia ha installato l'inpianto fotovoltaico già da quasi un anno abbiamo iniziato a pagare il finanziamento ma non abbiamo ancora visto nessuno che venisse a fare l' allacciamento del medesimo abbiamo di conseguenza sollecitato l' ente che ci ha fatto l'impiantistica e praticamente c' ha risposto che dobbiamo rivolgerci all'ENEL fino a qui va bene ci accingiamo a sentire anche loro con sollecito per l' accensione dell'impianto ma niente non si è vede e non richiama nessuno, mi chiedo qualora dovesse allungarsi le tempistiche per l' allacciamento del medesimo come ci dobbiamo comportare ? Grazie dell' attenzione Cordiali saluti Attendo una vostra risposta

Angelo, martedì 29 aprile 2014 alle12:12 ha scritto: rispondi »

Gentile sig. Roberto Guardamagna, la valutazione del tecnico incaricato avviene ancora prima che Lei firmi una qualunque carta, del resto la consulenza avviene per questo motivo verificare che ci siano tutti i presupposti per poter procedere anzitutto tecnicamente poi con la richiesta alla banca per il finanziamento. Il finanziamento viene fatto per conto sempre di un'azienda affiliata a livello nazionale che fà da garante per Lei alla banca, e come dire compro una Fiat e vado a prenderla direttamente dallo stabilimento di Torino, per cui è naturale sapere sempre chi è il nostro interlocutore, inoltre tutto viene scritto nero su bianco sul contratto e Lei cmq ha la possibilità di recesso entro 10gg.

Roby5899, giovedì 21 marzo 2013 alle8:13 ha scritto: rispondi »

Vendo autorizzazioni impianti fotovoltaici in Romania. roby5899@yahoo.it

Margherita Cav, domenica 24 febbraio 2013 alle11:55 ha scritto: rispondi »

Salve, vorrei chiederle come fare a richiedere gli incentivi statali. Una ditta ci ha installato i pannelli fotovoltaici a casa dicendo che avrebbero pensato a tutto loro. Adesso a distanza di quasi un anno e mezzo, con pannelli funzionanti, non abbiamo visto nemmeno l'ombra degli incentivi. Cosa c'e' sotto?? Come posso risolvere il problema? Grazie.

Crenf, giovedì 6 dicembre 2012 alle19:06 ha scritto: rispondi »

 Come consulente enel green power posso assicurarti che la consulenza del tecnico non è subordinata alla firma con prestitempo. Non è una truffa ma solo un modo per invogliarti a fare l'impianto...in altri termini se tu sai già che ti verrà accettato il finanziamento, avrai una maggiore convinzione a fare l'impianto. Non preoccuparti non è una truffa, tanto la banca non eroga il finanziamento fintanto che non viene fatto l'allaccio. Non c'è nessuna truffa, è solo un modo di operare mooolto commerciale. Il mio consiglio però è quello di richiedere il sopralluogo tecnico e poi, solo dopo aver ricevuto il preventivo, fare la richiesta di finanziamento. Cordialmente

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