Non ama evidentemente il frastuono, né essere disturbato mentre sonnecchia nel suo caldo nido. Un gufo statunitense si starebbe trasformando in un incubo per i visitatori di un parco di Salem, in Oregon, puntando i nemici e rubando cappelli. Una situazione che, seppur pare non abbia provocato alcun ferimento, avrebbe spinto le autorità locali a rilasciare un avviso pubblico.

Gli attacchi si sarebbero susseguiti negli ultimi giorni e tutti, come facile intuire, con le stesse modalità. Il gufo, avvistando passanti e jogger, si lancerebbe in picchiata fino a sfiorarne il volto. Le vittime designate sarebbero soprattutto le persone dotate di cappello: l’animale pare sia in grado di sfilare i copricapi con un’incredibile destrezza di movimenti.

Al momento non si registrano gravi conseguenze dal disappunto del volatile, per degli incontri ravvicinati ad alto tasso di stupore ma senza ferite di alcuna sorta. Stando a quanto riportano le fonti locali, prima di questo caso non si sarebbero mai verificati degli episodi analoghi e, sebbene a oggi non si registrino aggressioni violente, è pur sempre suggerito procedere con cautela. Secondo alcuni membri della Aubudon Society, un gruppo per la conservazione per le specie ornitologiche statunitensi, il comportamento del gufo sarebbe relativo alla stagione della nidificazione, quando gli esemplari sono normalmente più aggressivi.

I singolari avvistamenti pare siano più frequenti all’alba, quando un numero consistente di persone si concede la consueta corsa mattutina prima di recarsi al lavoro e, per coincidenza, anche il gufo è più attivo. Per questo motivo, sembrano siano stati appesi degli avvisi in cui si invitano i visitatori a prestare attenzione in questo momento della giornata, consigliando di posticipare di qualche ora l’attività fisica.

Risolta la questione e modificate le abitudini ginniche affinché non siano di disturbo al gufo, rimane il mistero dei cappelli. Gli indumenti sottratti non sarebbero stati più ritrovati: i copricapi non sembrano essere stati abbandonati tra foglie secche ed alberi. Si sospetta, di conseguenza, che l’animale abbia approfittato dei furti per rendere il suo nido ancora più accogliente.

10 febbraio 2015
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