Il rinoceronte bianco settentrionale è sempre più prossimo all’estinzione. Così, dopo la dipartita lo scorso inverno degli esemplari Angalifu e Suni, l’ultimo rappresentante maschio è monitorato 24 ore su 24 dalle guardie armate. Il timore, infatti, è che il rinoceronte finisca nelle mani dei bracconieri senza scrupoli, per nulla preoccupati dell’esiguo numero degli esemplari totali disponibili: solo cinque.

Il rinoceronte, chiamato Sudan, è monitorato costantemente dalle guardie della Ol Pejeta Conservancy in Kenya, insieme a due femmine. Il trio è l’ultimo rimanente in semi-libertà, mentre altre due compagne sono ospitate in cattività. All’animale è stato rimosso il corno, così da scoraggiare i cacciatori di frodo, mentre sul corpo sono state posizionate delle trasmittenti radio affinché la locazione precisa possa sempre essere individuata. Così spiega Simor Irungu, uno dei ranger che si occupa della sicurezza di Sudan:

Con la crescente domanda di corna di rinoceronte e di avorio, affrontiamo molti tentativi di bracconaggio. E mentre cerchiamo di contrastarli, a volte richiamo le nostre vite.

La decrescita del rinoceronte bianco settentrionale, una specie da sempre più esigua rispetto ai lontani cugini meridionali, si è protratta per tutto lo scorso secolo fino agli allarmanti risultati odierni. Dai dati del WWF, nel 1960 si contavano almeno 2.000 rappresentanti in libertà, scesi a sole 15 unità nel 1980 e a 5 nel 2015. Secondo le cifre diramate dal Kenya Wildlife, solamente nel 2014 sarebbero stati 54 i rinoceronti di ogni varietà uccisi all’interno dei confini dello stato.

Con la morte per cause naturali di un altro maschio lo scorso inverno, Sudan rimane l’ultima possibilità per il prosieguo della specie. Giunto nella riserva dalla Repubblica Ceca nel 2009, per favorirne l’accoppiamento in un habitat più affine alle esigenze di questi grandi animali, i tentativi di accoppiamento non sono al momento andati a buon fine. I ricercatori starebbero ora studiando la possibilità di una fecondazione in vitro, o di un’ibridazione con la varietà meridionale, per scongiurarne l’estinzione.

16 aprile 2015
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