GSE: un quarto dell’energia elettrica che consumiamo è rinnovabile

Il GSE ha rilasciato ieri gli ultimi dati disponibili sulle fonti rinnovabili elettriche in Italia riferiti al 2011. Si tratta di dati ancora provvisori (quelli definitivi verranno comunicati a giugno) ma molto significativi perché, oltre alla quantità di potenza installata c’è anche la quantità di energia elettrica realmente prodotta da ogni fonte: fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermia e bioenergia (Biomasse Solide, Biogas e Bioliquidi).

La prima cosa che salta all’occhio è che quasi un quarto dell’energia elettrica consumata in Italia nel 2011, cioè 84.190 GWh pari al 24% del Consumo Interno Lordo di energia, è stata prodotta da impianti alimientati da fonti rinnovabili. Nel 2010 era il 22%, nel 2009 il 21% e nel 2008 solo il 16%. Sappiamo tutti che buona parte di quei due punti percentuali in più deriva dal boom del fotovoltaico nel 2011, che a fine anno ha toccato i 12.750 MWp installati in Italia.

L’altra buona notizia è l’indice di producibilità elettrica delle rinnovabili e in particolare del solare. Con questo termine si intende quanta energia elettrica viene realmente prodotta dagli impianti installati, quanta effettivamente ne viene immessa nella rete elettrica e arriva nelle case, negli uffici e nelle aziende italiane per essere consumata.

Se nel 2009 in Italia avevamo 1.144 MWp di fotovoltaico installato che producevano realmente solo 676 GWh di elettricità (cioè praticamente niente rispetto al consumo totale italiano), nel 2011 i numeri sono radicalmente diversi: 12.750 MWp installati che producono 10.730 GWh di vera energia disponibile per gli utenti.

Un miracolo? No, solo una serie di cambiamenti. Non avendo ancora i dati definitivi si possono fare solo ipotesi, ma non dovremmo allontanarci troppo dalla realtà dei fatti dicendo che i motivi di questa svolta sono principalmente due: una rete elettrica migliore e la diffusione del fotovoltaico agricolo. La rete elettrica è fondamentale per garantire continuità alla produzione da ogni fonte rinnovabile che, siccome non si può prevedere, viene di solito staccata dalla rete stessa se sta producendo troppo e rischia di mandare in tilt il sistema elettrico. Migliore è la rete, quindi, maggiori sono le possibilità che la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile sia sfruttata al 100%.

Riguardo al fotovoltaico agricolo, invece, è noto che esso ha avuto un fortissimo sviluppo nel 2011 rappresentando una buona parte della crescita del fotovoltaico italiano nello scorso anno. Ora, piaccia o no, un pannello fotovoltaico piazzato in campagna produce più elettricità di uno messo sul tetto. Prima di tutto perché è ben orientato e non ha mai nulla che gli faccia ombra, poi perché ha un collegamento dedicato e nuovo di zecca con la rete elettrica per immettere l’energia che produce.

Dal nostro tetto, invece, l’energia deve passare dal contatore, dal nostro impianto elettrico o da quello condominiale per poi arrivare alla rete elettrica cittadina e poi alla stazione elettrica più vicina. Con conseguenti dispersioni e perdite di efficienza. Non possiamo pretendere che il collegamento tra un tetto fotovoltaico e il sistema elettrico italiano sia efficiente quanto quello tra un parco fotovoltaico in campagna e il resto della rete. E i numeri lo dimostrano.

Ma tutto questo ragionamento, ormai, non serve più a nulla: con l’abolizione degli incentivi statali al fotovoltaico agricolo il governo Monti ha deciso di incentivare solo il fotovoltaico sugli edifici. Cioè quello meno efficiente e con maggiori sprechi.

7 marzo 2012
Fonte:
GSE
I vostri commenti
lui la plume, lunedì 12 marzo 2012 alle12:07 ha scritto: rispondi »

il fotovoltaico sugli edifici. Cioè quello meno efficiente e con maggiori sprechi.L'energia andrebbe prodotta la' dove serve e nella quantita' che serve: rinnovabile e' ottima …. integrata da generatori in grado di integrare la disponibilita' in caso di necessita' e … solo eccezionalmente o per evidente convenienza economica la dipendenza dalla rete. Lo ha affermato un “importante” rappresentante di una nota rete di distribuzione di energia durante una intervista in TV ….. lo ha affermato definendo “una percentuale statisticamente irrilevante” le 16.000 persone rimaste per tre giorni staccate da rete elettrica e gas causa nevicata. 

lui la plume, lunedì 12 marzo 2012 alle12:07 ha scritto: rispondi »

il fotovoltaico sugli edifici. Cioè quello meno efficiente e con maggiori sprechi.L'energia andrebbe prodotta la' dove serve e nella quantita' che serve: rinnovabile e' ottima …. integrata da generatori in grado di integrare la disponibilita' in caso di necessita' e … solo eccezionalmente o per evidente convenienza economica la dipendenza dalla rete. Lo ha affermato un “importante” rappresentante di una nota rete di distribuzione di energia durante una intervista in TV ….. lo ha affermato definendo “una percentuale statisticamente irrilevante” le 16.000 persone rimaste per tre giorni staccate da rete elettrica e gas causa nevicata. 

lui la plume, lunedì 12 marzo 2012 alle11:59 ha scritto: rispondi »

Questo sistema che si blocca e va' in pausa mentre si scrive e' una "boiata". E' la terza volta che mi cancella tutto. Ecologicamente e' uno schifo. 

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