Esiste il nucleare sicuro? La domanda non è solo riferita alle paure di possibili incidenti, come a Fukushima. Cosa pensereste se degli intrusi si avventurassero dentro una centrale atomica, superando tutti i controlli e le recinzioni? Se fosse gente preparata a tutto e armata di buone intenzioni?

Sì, “buone intenzioni”, non è un refuso, perché stiamo parlando degli attivisti francesi di Greenpeace, penetrati nella centrale di Nogent-sur-Seine, a neanche 100 km da Parigi. L’attentato terroristico, stavolta, si è limitato a manifestarsi con uno striscione. Il messaggio però è chiaro: il nucleare sicuro non esiste.

L’obiettivo era dimostrare la vulnerabilità delle installazioni nucleari francesi, e mostrare quanto sia facile arrivare al cuore di un reattore.

Di questo tema se ne parla sempre molto poco, quando si affronta l’argomento sicurezza del nucleare. Eppure, una centrale così vicina alla capitale francese non può che essere considerato un obiettivo sensibile. Il fatto che sia protetta in maniera così superficiale non può che gettare in cattiva luce l’intera organizzazione che ruota attorno alle centrali atomiche tanto care a Sarkozy.

Il dibattito in Francia resta aperto: mai come oggi la politica, con l’apprestarsi delle presidenziali, si sta interrogando oltralpe sull’opportunità di una “sortie du nucléaire” dal significato storico epocale. Greenpeace Francia è indubbiamente una delle protagoniste della scena.

5 dicembre 2011
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