Greenpeace: stop alla plastica usa e getta per imballare i prodotti

Una nuova campagna lanciata da Greenpeace sul web e sui social media chiede alle grandi aziende dell’industria alimentare di smetterla di utilizzare le milioni di tonnellate di plastica per imballare i loro prodotti. E con una petizione, chiede alle persone di aderire all’iniziativa condividendo una foto di un prodotto imballato inutilmente con plastica monouso, attraverso l’hashtag #BreakFreeFromPlastic e taggando la società responsabile.

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Cosa hanno in comune Coca-Cola, Pepsi, Nestlé, Unilever, Starbucks, Procter & Gamble e McDonald’s? La plastica: bottiglie, bicchieri, scatole e imballaggi usa e getta con cui confezionano e vendono i loro prodotti. Plastica che finisce nei nostri mari, creando le isole o zuppe di plastica che tutti ormai conoscono, e causando enormi danni agli ecosistemi marini.

Con queste parole, Greenpeace chiede dunque di agire per porre fine a situazioni del genere, ricordando infatti che “se il mare è pieno di plastica è colpa soprattutto di chi per profitto continua a produrla, venderla e utilizzarla”. Il video che promuove la campagna ricorda che l’equivalente di un camion carico di plastica entra negli oceani ogni singolo minuto: i rifiuti di plastica non biodegradabili inquinano l’habitat naturale e minacciano l’esistenza di centinaia di specie marine, e le micro particelle di plastica poi vengono ingerite dagli esseri umani, ad esempio attraverso il consumo dei frutti di mare ma anche dell’acqua in bottiglia.

Attraverso la petizione, è quindi possibile chiedere a una grossa azienda alimentare di ridurre il suo uso di plastica.

6 aprile 2018
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