La nave di Greenpeace Arctic Sunrise è stata abbordata dalla Guardia Costiera russa, che ha arrestato i 25 attivisti a bordo, tra i quali anche un cittadino italiano. Al momento, i membri dell’equipaggio sono trattenuti a bordo senza alcuna accusa formale. Lo comunica la stessa associazione, che ha definito “illegale” l’intervento delle autorità russe.

Il blitz ha seguito una dimostrazione degli ambientalisti, che il giorno precedente avevano protestato pacificamente contro la piattaforma petrolifera Prirazlomnaya della compagnia di Stato russa Gazprom. Al momento dell’abbordaggio, l’Arctic Sunrise si trovava nel mare di Pechora, non lontano dalla piattaforma, ma in acque internazionali.

A dimostrarlo sono le coordinate al momento dell’irruzione, rese note sempre da Greenpeace: 69-19-53 N; 57-16-53 E. La nave, dunque, si trovava all’interno della Zona Economica Esclusiva della Russia (EEZ), dove il diritto internazionale prevede la libera navigazione. Di conseguenza, denuncia Greenpeace, l’intervento della Guardia Costiera russa costituisce un atto illegale.

Commenta Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International:

Questa irruzione illegale su una nave che protestava pacificamente evidenzia quali misure estreme il governo russo è disposto a prendere per tenere le trivellazioni di Gazprom lontane dal controllo pubblico. Chiediamo al Presidente Putin di trattenere la Guardia Costiera e di ordinarle di rimettere nella fondina le pistole e ritirarsi. Siamo un’organizzazione pacifica e la nostra protesta non si merita questo livello di aggressività.

Il blitz, che ha coinvolto una quindicina di uomini della Guardia Costiera, è avvenuto per mezzo di un elicottero e di corde. Secondo tre membri dell’equipaggio della Arctic Sunrise, che sono riusciti a chiudersi a chiave nella sala radio (sfondata comunque in un secondo momento), alcuni attivisti sarebbero stati costretti a inginocchiarsi sul ponte sotto la minaccia di pistole. Sarebbero inoltre stati sparati 11 colpi di avvertimento prima dell’arrembaggio.

Al momento, la nave è in viaggio verso Murmansk, sempre scortata dalla Guardia Costiera. Le autorità italiane hanno confermato di aver già contattato quelle russe per garantire l’incolumità del nostro connazionale presente a bordo.

Ha dichiarato Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia:

Evidentemente, in nome del petrolio si possono commettere le peggiori atrocità. Chiediamo un segnale forte del Governo e della politica italiana a difesa dell’Artico, delle libertà e dei diritti civili.

Prima dell’arrembaggio, le autorità di Mosca avevano già arrestato altri due attivisti, che ora sono stati riportati a bordo della Artic Sunrise: uno dei due, stando alle ultime notizie diffuse da Greenpeace, avrebbe un braccio rotto. Il Ministro Russo degli Affari Internazionali aveva precedentemente dichiarato che la Guardia Costiera è intervenuta perché la nave ambientalista rappresenterebbe una minaccia alla sicurezza e all’ambiente.

20 settembre 2013
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