Non c’è nulla di meglio di una galleria fotografica per ripercorrere i momenti più significativi del passato più o meno recente e non è un caso, infatti, se anche Greenpeace ha deciso di usare le immagini per ripercorrere idealmente quanto fatto dai suoi attivisti durante il 2011, per una carrellata di azioni che testimoniano il coraggio e la caparbietà dell’associazione ambientalista, sempre presente in ogni angolo del mondo con un unico obiettivo: proteggere l’ambiente la natura dagli abusi e dagli scempi che quotidianamente accadono nel mondo per mere ragioni economiche.

Nella cronistoria del 2011 di Greenpeace c’è spazio anche per l’Italia, in particolare con la vittoria del referendum sul nucleare segnata il 12 e 13 giugno grazie alla vittoria del “Sì” che ha consentito di non procedere a un pericoloso quanto anacronistico ritorno all’atomo per la politica energetica nazionale. In un mondo dove sempre più avanzano i concetti di energia rinnovabile e pulita, con molti paesi (Germania e Giappone in primis) pronti a tornare sui propri passi abbandonando il nucleare, la posizione dell’Italia appariva in effetti paradossale, tanto che, anche grazie all’apporto sensibilizzatore di Greenpeace, è stata sonoramente bocciata dalla popolazione.

Il 2011 è stato per l’associazione ambientalista l’anno in cui si è stretto un accordo con Facebook con lo scopo di promuovere le energie rinnovabili e sfruttare il pubblico del social network per parlare di tematiche ambientali a tutto tondo. Importanti vittorie sono state conquistate inoltre nei confronti di grossi gruppi come Adidas, Nike e Puma, che hanno deciso di abbandonare l’uso di prodotti tossici nelle proprie filiere produttive sostituendolo con energia pulita.

Non si può non ricordare lo scontro “fantascientifico” con Volkswagen, il primo costruttore automobilistico europeo accusato non solo di non impegnarsi a fondo nel rendere più “verdi” i propri veicoli, ma di voler ostacolare anche l’adozione di leggi in favore della riduzione di emissioni inquinanti delle vetture.

La campagna Greenpeace “Barbie ti mollo” ha poi centrato l’obiettivo di convincere Mattel (oltre ad altri importanti produttori di giocattoli come Lego e Hasbro), a interrompere i rapporti commerciali con le aziende colpevoli della distruzione della foresta indonesiana. Sono stati smascherati campi illegali di mais OGM in Friuli Venezia Giulia, dove a marzo è stata approvata una legge regionale che vieta le coltivazioni OGM nel territorio.

Ha avuto come teatro la Gran Bretagna la campagna che Greenpeace ha portato avanti presso tutte le più grandi catene di supermercati e marchi privati di tonno, i quali si sono impegnati a vendere solamente tonno pescato con metodi sostenibili in modo da garantire la ripopolazione ittica senza danni alla specie.

L’impegno ecologico in giro per il mondo è stato tanto e questi sono solo alcuni dei successi ottenuti dall’associazione ambientalista, che assicura di voler continuare anche per il 2012 a impegnarsi con uguale spirito e decisione per rendere il rispetto per la natura un tema sempre più centrale nelle scelte politiche e industriali, oltre che in quelle che ogni singolo cittadino compie quotidianamente.

22 dicembre 2011
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