Greenpeace ha deciso di svelare i retroscena più torbidi del nucleare Giapponese. L’accusa, velata, ma evidente è quella che gli incidenti di queste ore non siano il frutto soltanto di una calamità naturale, ma che siano rintracciabili precise responsabilità.

Sotto accusa il Godzilla del nucleare civile, l’azienda Tokyo Electric Power Corporation, proprietaria dei reattori di Fukushima e più volte protagonista, nei suoi 60 anni di attività, di situazioni di pericolo e/o di illegalità. Come svela il documento di Greenpeace:

Nel 2002 si è saputo che TEPCO ha falsificato per oltre venti anni i dati sulle violazioni alle disposizioni sulla sicurezza nei suoi reattori, con decine di resoconti truccati presentati alle autorità di controllo.

Accusa simile è stata mossa alla stessa azienda anche nel 2006, dimostrando tutta l’insensibilità di questo Godzilla. Insensibilità, che ha avuto negli incidenti la sua prova più lampante:

Ecco una breve cronologia offerta da Greenpeace dei fatti più recenti (gli ultimi dieci anni) che, secondo l’associazione ambientalista, la TEPCO ha provato a nascondere:

  • 2000. Un reattore della centrale di Fukushima (quella colpita dal terremoto dell’11 marzo) viene spento. Altri incidenti, con perdita di radioattività, erano stati già registrati nel 1994 e 1997;
  • 2002. Sempre a Fukushima vengono individuate fessurazioni nell’impianto di raffreddamento;
  • 2004. Secondo Der Spiegel, nell’agosto 2004 (il giorno del 59mo anniversario dell’esplosione atomica su Nagasaki), quattro operai muoiono per una fuga di vapore surriscaldato nella centrale di Mihama;
  • 2006. Ancora Fukushima: viene registrata una fuga di vapore radioattivo;
  • 2007. Un terremoto meno violento di quello dei giorni scorsi danneggia gravemente l’impianto nucleare di Kashiwazaki-Kariwa (sempre della TEPCO, il maggiore al mondo come capacità produttiva); l’impianto è composto da sette reattori in teoria a prova di terremoto (almeno, questo era quello che millantava TEPCO nella sua pubblicità). Invece, 1135 litri di acqua radioattiva finiscono nel Mar del Giappone durante il terremoto;
  • 2008. A Fukushima, un terremoto provoca la fuoriuscita di acqua da una piscina in cui erano stoccate barre di combustibile nucleare esausto;
  • 2009-2011. La storia degli incidenti a Kashiwazaki-Kariwa continua. Nel 2009, quattro persone vengono ferite per un incidente nell’impianto. Nel 2010, a tre anni di distanza dal terremoto, dopo numerosi interventi per aumentare al sicurezza e dopo ben undici incendi, solo due reattori erano stati riattivati. Al momento del terremoto (11 marzo 2011) tre reattori erano ancora chiusi.

Nonostante la sua dimostrata inaffidabilità, continua Greenpeace, la TEPCO dirige ancora 17 reattori nucleari e prospetta di crearne altre 4. Forse sarebbe il caso di fermare questo Godzilla, si chiede l’associazione ambientalista.

15 marzo 2011
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento