Greenpeace: la mappa del rischio nucleare

Il disastro di Fukushima potrebbe non essere un caso isolato. È Greenpeace a lanciare l’allarme, e a sollevare le menti, con la sua ultima iniziativa: “Quanto sei a rischio?”. Si tratta di una mappa interattiva dove vengono riportati tutte le centrali nucleari del mondo attive, dove un incidente potrebbe avvenire da un momento all’altro.

Certo, perché come Greenpeace stessa ammette, gran parte dei disastri nucleari non avviene per imperizia, bensì per casualità. Sei anni fa la centrale di Forsmark in Svezia ha rischiato la fusione per un banale blackout e, durante lo tsunami dello scorso anno in Giappone, anche il reattore di Fukushima Daini, cugino di quello protagonista dell’incidente, è andato vicino alla fusione.

Cali di energia elettrica, problemi al pompaggio dell’acqua di raffreddamento, condizioni meteorologiche avverse e molto altro ancora: sono tutte queste le variabili “non calcolabili” dell’energia nucleare. Energia nucleare che, data la sua imprevedibilità, può causare effetti davvero funesti: d’altronde, 25 anni dopo Cernobyl è ancora ben impressa nella mente di tutti.

Con il motto “Il nucleare sicuro non esiste”, Greenpeace vuole informare i cittadini sul rischio del nucleare, rischio che spesso scavalca i confini nazionali e spesso anche i continenti. Perché le radiazioni non conoscono frontiere e dogane e si propagano grazie ai venti, le piogge e gli agenti atmosferici in generale. Nemmeno l’Italia, che qualche mese fa ha rinunciato nuovamente al nucleare con un nuovo referendum dopo quello del 1987, può dirsi sicura. Lo Stivale, infatti, è circondato da nazioni che fanno dell’approvvigionamento nucleare la loro prima fonte di produzione di energia elettrica e gli impianti spesso spopolano in vicinanza dei confini. Un incidente in Svizzera, in Francia, in Germania o in Slovenia, ad esempio, potrebbe avere effetti funesti anche sul tricolore, in particolare al Nord Italia. Non si tratta, tuttavia, di giustificare il nucleare con un “siamo circondati” spingendo a un’adozione per scoraggiamento, bensì di sensibilizzare il mondo intero verso fonti energetiche pulite.

L’iniziativa di Greenpeace, oltre a fornire la mappa dei siti nucleari mondiali, garantisce la condivisione sui social network più famosi – come Twitter e Facebook – oltre che la possibilità di unirsi “virtualmente” alla campagna del colosso ambientalista.

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3 marzo 2012
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