Greenpeace incontra i vertici Enel per discutere di futuro energetico sostenibile. A guidare la delegazione che ha incontrato l’Ad Enel Francesco Starace il direttore esecutivo di Greenpeace International Kumi Naidoo e il presidente di Greenpeace Italia Andrea Purgatori.

Al centro dell’incontro tra Greenpeace e i vertici Enel l’intenzione espressa da questi ultimi di orientare la strategia futura dell’azienda verso una produzione da fonti rinnovabili più consistente, affiancando a questa progressivi interventi su temi quali l’efficienza energetica, le smart grid e il segmento dei sistemi di accumulo.

Enel ha dichiarato inoltre di voler abbandonare nel tempo anche l’utilizzo del carbone. Tutti obiettivi condivisi da Greenpeace, che si trova tuttavia su posizioni meno vicine al colosso energetico per quanto riguarda la strategia di uscita dalla fonte fossile e su alcuni aspetti delle strategie da mettere in campo per centrare gli obiettivi UE sulle rinnovabili.

Secondo quanto affermato da Enel l’azienda intende procedere in direzione di politiche energetiche che la portino a porsi come “progressive company” dell’energia internazionale, settore nel quale occupa uno dei sette posti di primo piano mondiali. Un percorso che inoltre dovrebbe portare Enel in prima file nella lotta ai cambiamenti climatici in vista della COP21 di Parigi.

Al fine di raggiungere tale obiettivo Enel punta a raggiungere la propria “carbon neutrality” in anticipo rispetto alla data stabilita del 2050. La riduzione delle emissioni di CO2 rispetto al 1990 è già a quota -36%, con un parziale nel periodo 2007-2013 del 15% e l’obiettivo di scendere a 395g/KWh entro il 2020 già raggiunto.

Tali premesse sono valse una convergenza tra Greenpeace ed Enel, che intendono collaborare al fine di offrire uno sviluppo energetico che sappia rispecchiare non soltanto gli interessi economici, ma soprattutto connessi alla sostenibilità ambientale e sociale.

17 marzo 2015
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