Greenpeace: il nuovo iPad e iCloud inquinano

Mercoledì Apple ha presentato il nuovo iPad e Tim Cook, dal palco del Yerba Buena Center di San Francisco, ha parlato dell’avvento dell’era “post-PC”, un periodo in cui saranno i dispositivi portatili e le tecnologie cloud ad avere la meglio nel mondo dell’informatica. A queste dichiarazioni si oppone Greenpeace, che ha voluto sottolineare come i tablet e iCloud siano dannosissimi per l’ambiente.

Di certo Greenpeace ha colto l’occasione dei riflettori accesi su Apple per il nuovo iPad per sensibilizzare sull’eco-compatibilità dell’informatica, eco-compatibilità che non sarebbe presente nel servizio di archiviazione cloud della Mela, una delle funzioni portanti dei device iOS. Per chi non lo sapesse, per tecnologia cloud si intende il salvataggio e l’utilizzo di file e servizi – siano essi documenti, musica o film – non archiviati sul dispositivo in uso, bensì in una server farm geograficamente distante in modo che siano accessibili da qualsiasi punto del globo e in qualsiasi momento via Internet.

Secondo l’organizzazione ambientalista, il proliferare dei datacenter utili al funzionamento di iCloud contribuirebbero in modo preoccupante all’emissione di anidride carbonica e altri inquinanti, considerato come Apple pare aver scelto un approvvigionamento energetico a combustibili fossili per il funzionamento dei propri server. Gary Cook, analista senior di Greenpeace, ha così commentato la nuvola targata Mela:

«Di tutte le funzionalità promesse per il nuovo iPad, Apple non ha ancora svelato la più importante: un iCloud alimentato da energia pulita. I prodotti innovativi come l’ultimo iPad di Apple utilizzano la nuvola per salvare fotografie, musica e documenti, e Greenpeace abbraccia i benefici di questa tecnologia così come il resto del mondo. […] Apple è innovazione, ma comprare carbone da fonti economiche non è innovativo. I datacenter che supportano iCloud sono alimentati al 60% da energia prodotta dal carbone. Aziende come Facebook, Yahoo e Google si stanno impegnando maggiormente in termini di reti verdi, speriamo Apple faccia lo stesso.»

La critica di Greenpeace è assolutamente legittima, ma l’organizzazione dimentica però come – proprio su iCloud – da tempo Apple si stia impegnando a diventare completamente green. È infatti in programma la costruzione di un datacenter in North Carolina che sarà alimentato all’85% da energia solare e dal 15% da biofuel, per slegarsi completamente da carbone e altri combustibili fossili. E non è tutto: il prossimo campus di Cupertino, approvato dal consiglio comunale qualche settimana prima della scomparsa di Steve Jobs, sarà completamente eco-compatibile e a impatto zero. La tecnologia sicuramente inquina, ma siamo certi Apple sia la prima responsabile?

Greenbiz

10 marzo 2012
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