Il fronte del “No Nuke” è attivissimo anche in Francia, paese dove le centrali nucleari hanno una tradizione ininterrotta decennale, ad esempio, con una delle loro azioni dimostrative, ieri 50 attivisti di Greenpeace hanno fermato la costruzione di una centrale a Flamanville.

Nello specifico si tratta di reattori EPR (European Pressurized Reactor), dello stesso tipo di quelli che l’Enel avrebbe intenzione di installare in Italia. Su di essi, l’associazione ambientalista ha dato una valutazione nettissima:

Parliamo di una tecnologia non sicura, progettata sulla base di ciò che si è imparato dagli incidenti di Three Miles Island e Cernobyl, ma che il disastro di Fukushima ha messo fortemente in discussione su vari punti.

In Europa ci sono due centrali con reattori del tipo EPR in costruzione, una in Finlandia e una in Francia ed entrambe stanno avendo migliaia di problemi tecnici e di sicurezza, con ritardi che hanno portato ad aumenti esorbitanti dei costi preventivati.

Greenpeace ha anche sottolineato quali sarebbero i rischi comuni fra Fukushima e i nuovi reattori, stilando un piccolo e sintetico elenco di punti:

  • la dipendenza vitale e continua dalla rete elettrica per raffreddare i reattori;
  • il rischio di esplosioni di idrogeno;
  • il posizionamento dei generatori a gasolio di emergenza a rischio in caso di allagamento.

L’effetto Fukushima sembra aver rivitalizzato tutto il movimento di critica al nucleare. L’auspicio è che sappia cogliere i risultati sperati anche in Italia.

3 maggio 2011
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