Greenpeace: i soldi per il nucleare vadano alle rinnovabili

Con la promozione di numerose campagne di informazione e, a volte, con manifestazioni davvero spettacolari, molto probabilmente può essere considerata la principale associazione ambientalista che si è contrapposta al ritorno del nucleare in Italia. Per questo motivo, le reazioni più entusiaste all’esito del referendum non potevano che arrivare da Greenpeace, decisamente soddisfatta che il 94,57% dei votanti si sia dichiarata contraria al programma nucleare italiano e, soprattutto, dell’esito positivo delle proprie battaglie.

In una nota dell’associazione si legge infatti:

Oggi milioni di italiani hanno votato Sì, fermando una volta per tutte il piano del Governo di far tornare l’energia nucleare in Italia e spalancando la porta a un futuro che dovrà necessariamente essere basato sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica.

Dello stesso tono l’intervento di Salvatore Barbera, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace, che, dopo mesi di grande impegno dichiara:

A distanza di quasi venticinque anni dal Referendum del 1987, l’Italia ribadisce ancora e definitivamente il proprio rifiuto all’energia nucleare. è giunto il momento di seguire il modello tedesco verso un sistema energetico basato su efficienza e fonti rinnovabili.

Greenpeace non si è limitata semplicemente a commentare il risultato della tornata referendaria ma ha immediatamente fatto intendere quale potrebbe essere il messaggio che dovrebbe essere ribadito pubblicamente nei prossimi giorni.

Secondo l’associazione ambientalista, infatti, il nuovo obiettivo dovrà essere quello di riuscire a dirottare numerosi finanziamenti, soprattutto quelli inizialmente previsti per il nucleare, in favore delle rinnovabili. In particolare:

Greenpeace chiede che i 60 miliardi di euro, necessari a sviluppare il piano nucleare del Governo che prevedeva la realizzazione di dieci reattori, vengano investiti nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, che possono produrre più del doppio di energia elettrica e creare dieci volte più posti di lavoro.

Investendo, per esempio, tale cifra in sola energia eolica ed efficienza energetica, si può creare elettricità sufficiente per il fabbisogno di Piemonte, Toscana, Lazio e Sicilia e si possono creare 70 mila posti di lavoro in dieci anni.

14 giugno 2011
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento