Greenpeace ha recentemente diffuso la sua nuova classifica denominata “Cool IT“, che premia l’impegno del settore dell’Information tecnology sul fronte dei cambiamenti climatici. All’interno della classifica (in cui è prima IBM e Google è quarta), il criterio chiave sono le forti riduzioni delle emissioni di gas serra, così come la capacità delle aziende di proporre soluzioni alla crisi climatica adottabili su larga scala e misurabili. La prossima classifica “Cool IT” sarà diffusa nei primi mesi del 2010 e comprenderà molte nuove aziende del settore.

Però, secondo l’associazione ambientalista, con la conferenza di Copenhagen a poco più di un mese, i grossi calibri dell’IT come Microsoft, Google e IBM devono far sentire il proprio peso per un accordo forte, o le possibilità di salvare il clima andranno perdute a causa delle pressioni negative dell’industria.

La recente decisione di Apple di lasciare la Camera di Commercio americana in seguito alle continue attività di quest’ultima contro l’introduzione della legislazione sul clima si scontra con l’indifferenza di Google, Microsoft e IBM in questa delicata fase dei negoziati. Altre aziende IT statunitensi continuano a finanziare l’operato della Camera di Commercio con i soldi versati per il tesseramento.

Casey Harrell, analista di Greenpeace International per il settore IT, afferma:

Le aziende IT possono e debbono pubblicamente fare richiesta di un cambiamento di posizione della Camera di Commercio Usa sul clima o lasciarla del tutto.

Greenpeace ha così lanciato una campagna per convincere la gente a firmare una petizione per convincere Google, Microsoft e IBM a spingersi ancora più a fondo nella lotta per un’industria più ecologica.

12 novembre 2009
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mario, giovedì 20 gennaio 2011 alle23:44 ha scritto: rispondi »

Leggendo questo articolo mi domandavo; e' possibile, o meglio, sarebbe stato possibile intercedendo con chi di dovere ... mantenere sia il digitale che l'analogico? grazie

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