Il mondo della moda si fa sempre più amico delle istanze dell’ambiente: non solo riciclo di materiali, ma anche preoccupazione per i procedimenti di tessitura tossici per il Pianeta. Un’attenzione sollevata soprattutto dall’associazione ambientalista Greenpeace, che con la sua campagna Detox è riuscita a convincere le principali aziende mondiali a diventare più verdi. C’è già un successo tutto italiano, quello di Benetton.

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Uno dei nomi più conosciuti della moda italiana, portabandiera della rivoluzione stilistica negli anni ’80 e ’90 e oggi impegnato in molteplici iniziative di sensibilizzazione ambientale e non, ha deciso di appoggiare pienamente l’iniziativa di Greenpeace: entro il 2020, Benetton abbandonerà tutte le sostanze chimiche pericolose non solo nelle proprie aziende, ma anche fra i partner terzi di fornitura. Così spiega Chiara Campione, responsabile della campagna Detox:

Siamo orgogliosi che anche in Italia aziende come Benetton si stiano impegnando a processi di trasparenza importantissimi nei confronti dei consumatori, per fare sempre più luce sul mondo, ancora troppo oscuro, del tessile. La domanda adesso è quando le altre case di moda italiane saranno in grado di rispondere alle richieste dei consumatori e delle popolazioni locali colpite dall’inquinamento delle proprie risorse idriche di investire nella moda che non costa nulla al pianeta?

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Proprio così: la moda tossica non ha effetti immediati e visibili sulle aziende dello Stivale o sul consumatore finale, ma ha conseguenze nefaste sulle popolazioni terzomondiali spesso implicate nella produzione. Processi chimici di lavorazione, come ad esempio la tintura, possono irrimediabilmente inquinare i corsi d’acqua, le falde e i terreni, anche data l’assenza di un’adeguata regolamentazione dei flussi di scarico. È proprio per evitare queste gravi conseguenze che Benetton si è attivata fin da subito per eliminare tali condizioni fra i partner asiatici.

Entro la fine del 2013, ad esempio, il gruppo taglierà le emissioni tossiche in oltre 30 aziende fornitrici, 15 nella sola Cina. Entro il 2015 vi è l’impegno per l’eliminazione totale delle sostanze chimiche pericolose prioritarie come i PFC (perfluorocarburi), mentre entro 2020 la catena di fornitura sarà completamente pulita:

Oggi Benetton diventa un vero e proprio leader globale nello sviluppo di alternative all’utilizzo delle sostanze chimiche pericolose. Ma questa è una vittoria soprattutto per le comunità locali in tutto il mondo colpite sempre più duramente dall’inquinamento delle proprie risorse idriche. Ci aspettiamo che impegni così seri e vincolanti vengano presto adottati da altre importanti aziende nel nostro Paese

16 gennaio 2013
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