Dopo aver circumnavigato la Sicilia l’estate scorsa con il no-trivelle tour “U mari nun si spirtusa“, e dopo aver presentato il “Piano blu per la Sicilia” ai primi di aprile, oggi Greenpeace è tornata al largo dell’isola per l’ennesima manifestazione in difesa del Canale. Questa volta l’associazione ambientalista se l’è presa con la “licenza sperimentale” rilasciata, e rinnovata, ogni sei mesi dal Ministero delle Politiche agricole ai pescherecci che usano reti a strascico semipelagiche.

Questo tipo di reti è usato per la pesca delle sardine, ma come ogni rete a strascico di fatto draga il fondale marino pescando qualunque tipo di pesce riesca a intercettare. Stamattina, per questo, l’equipaggio della nave di Greenpeace “Arctic Sunrise” che già da qualche giorno si trova nel trapanese ha tentato di disturbare una coppia di volanti. Cioè le due barche da pesca alle quali si agganciano i capi delle reti semipelagiche, che navigano in parallelo trascinando lo strascico.

Per bloccare, seppur simbolicamente, le due volanti un attivista si è tuffato in mare con delle grosse boe mentre altri attivisti in gommone hanno affiancato le barche mostrando due striscioni: “Questa pesca svuota il mare” e “Esperimento pericoloso”.

Questa pesca svuota il mare perché, come risulta dai dati della Commissione Generale della Pesca nel Mediterraneo (CGPM) della FAO, negli ultimi tre anni in media si sono pescate 5.160 tonnellate di acciughe, a fronte di un peso massimo sostenibile per l’ambiente marino di circa 2.359 tonnellate. Sempre secondo la CGPM le sardine stanno sparendo dal Canale di Sicilia per la pesca eccessiva. Come spiega il direttore delle Campagne di Greenpeace Italia, il siciliano Alessandro Giannì:

Peschiamo più del doppio di quello che possiamo permetterci: insistere con un “esperimento scientifico” folle come quello delle volanti a coppia è un crimine che dev’essere fermato subito. Con il collasso della popolazione di acciughe, e le sardine ai minimi storici, ormai sono a rischio sia i pescatori che usano reti più selettive, come le reti a circuizione, sia il settore delle conserve ittiche, che ormai è costretto a importare pesce azzurro dall’Atlantico.

Secondo quanto riporta l’associazione ambientalista, poi, persino alcune associazioni siciliane della pesca si sono esplicitamente dichiarate contrarie all’esperimento del Ministero dell’Agricoltura perché, nei mesi invernali, quando le volanti pescano e scartano notevoli quantitativi di giovanili di acciughe, la pesca a circuizione più rispettosa del mare si ferma.

I prossimi passi del tour di Greenpeace contro la pesca industriale a strascico e in favore di quella artigianale porteranno l’associazione fino a Bruxelles, dove è in corso la discussione sulla nuova Politica Comune della Pesca.

29 aprile 2013
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