Giungono buone notizie sul fronte della salvaguardia dei panda in Cina, specie da sempre molto amata nonché simbolo delle battaglie per la conservazione dell’ambiente, insieme all’orso polare. Le autorità locali hanno deciso di stabilire “protette” le foreste che ne costituiscono l’habitat naturale, a seguito delle denunce e delle proteste di Greenpeace. Un modo, anche e soprattutto a livello normativo, per evitare la distruzione e la deforestazione illegale.

I panda trovano nelle distese foreste cinesi, in particolare quelle dello Sichuan, il loro ambiente prediletto. Qui trovano non solo riparo e vegetazione in abbondanza, ma anche numerosi esemplari di bambù, che costituiscono l’alimentazione principale dei grandi plantigradi. Negli ultimi anni però, complice la crescente urbanizzazione e i mercati del legno, questi paradisi verdi hanno subito processi sempre più intensi di deforestazione, quasi sempre illegale. Greenpeace ha deciso di denunciare il pericolo di queste pratiche, richiedendo un maggiore impegno al governo centrale cinese per fermare quello che potrebbe rappresentare un grave attacco alla sopravvivenza dei panda. E così è stato: l’Ufficio delle Foreste dello Sichuan ha aperto formalmente 15 indagini giudiziarie, che si sono tradotte in otto procedimenti amministrativi rivolti a 22 funzionari pubblici. Le autorità hanno quindi deciso di scendere attivamente in campo per proteggere l’ambiente, considerato come la zona sia stata anche dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Così ha spiegato Yi Lan, responsabile della campagna asiatica di Greenpeace:

Grazie alle nostre indagini, abbiamo ottenuto la protezione di foreste che sono vitali per il panda. È un segnale positivo che dovrebbe costituire un primo passo per una riforma a base nazionale: un terzo delle foreste cinesi è infatti a rischio a causa di una falla nel sistema normativo.

La battaglia non è ancora conclusa, tuttavia, così come riferisce TgCom. Nelle normative in Cina, infatti, esisterebbe la possibilità di sostituire le specie autoctone con varietà vegetali più redditizie, un fatto che potrebbe portare alla scomparsa dei cibi preferiti dal panda. Questo non solo nelle foreste dello Sichuan, ma anche nello Zhejiand e nello Yunnan.

13 gennaio 2016
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