Greenpeace attacca ministri UE sul clima: servono impegni seri

Greenpeace invita i ministri UE a non puntare al ribasso nella lotta ai cambiamenti climatici. Questo il messaggio diffuso dall’associazione ambientalista in previsione del vertice europeo previsto per il 20 e 21 marzo. In discussione i nuovi obiettivi dell’Unione su riduzione delle emissioni di gas serra, aumento delle rinnovabili e dell’efficienze energetica.

Nella lotta ai mutamenti del clima è necessario che l’UE assuma, sottolinea il responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia sottolinea Luca Iacoboni, degli “impegni seri per la protezione del clima e la modernizzazione del sistema energetico”. Il suo commento arriva a margine delle riunione odierna dei ministri UE, competenti in materia di Energia, per la predisposizione di un pacchetto che comprenda le ipotesi di obiettivi al 2030 su cambiamenti climatici e risorse energetiche.

Troppo basse per Greenpeace le percentuali ipotizzate dalla Commissione UE: -40% per le emissioni nazionali di anidride carbonica e un più 27% per le rinnovabili. L’associazione vorrebbe invece vedere ridotta la CO2 di almeno il 55%, con una quota di energia da rinnovabili del 45% ed un incremento del 40% dell’efficienza energetica. Secondo Iacoboni i prossimi obiettivi dovranno comprendere tutte e tre gli aspetti indicati, pena l’inefficacia dello stesso provvedimento, da approvare prima del vertice ONU previsto per settembre:

Un target per la riduzione delle emissioni di CO2 senza obiettivi di sviluppo per rinnovabili ed efficienza energetica è come una bicicletta senza pedali: si muoverà ma non porterà molto lontano.

Lo stesso Iacoboni conclude il suo intervento commentando l’ultimo rapporto di Greenpeace intitolato “Imprigionati nel passato”:

I giganti dell’energia hanno prestato un’attenzione superficiale al cambiamento climatico, continuando ad investire nelle fonti fossili, e hanno trascurato le opportunità di guadagno nel settore in espansione delle energie rinnovabili. Ora queste aziende sono in difficoltà e i governi dovrebbero aiutarle ad indirizzarsi verso un percorso sostenibile da un punto di vista ambientale ed economico.

Sull’incontro di oggi è intervenuto anche Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo Greenpeace Italia, criticando apertamente l’atteggiamento mostrato dall’Italia e soprattutto dal neo ministro dell’Ambiente Galletti:

Abbiamo chiesto all’Italia, con il nuovo governo, di essere leader in Europa nelle politiche in tema di clima ed energia, ed invece siamo ancora una volta di fronte a dichiarazioni vaghe e poco significative.

Il nuovo Ministro ha inoltre tradito gli impegni presi dall’ex Ministro Orlando, firmatario insieme ai colleghi di altri 7 Stati Membri, di una lettera d’impegno per tre target vincolanti a livello nazionale. Un pessimo segnale in vista del semestre di presidenza italiana dell’UE ormai alle porte.

5 marzo 2014
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