Greenpeace irrompe coi suoi attivisti al G8 Energia di Roma per chiedere ai leader internazionali un maggiore impegno sulle fonti rinnovabili, in particolare sul solare a concentrazione, sistema usato per produrre calore o elettricità.

Su questo tema, è stato pubblicato il rapporto internazionale “Global Concentrating Solar Power Outlook 2009“, elaborato con il concorso di Estella (European Solar Thermal Electricity Association) e SolarPACES, che con l’occhio rivolto agli scenari futuri individua nel solare termodinamico una tecnologia in grado di trainare il settore energetico mondiale oltre la dipendenza dai combustibili fossili.

Secondo le proiezioni più benevole le centrali solari a concentrazione, che nel 2008 hanno raggiunto una potenza di 436 Mw, potrebbero soddisfare il 7% della domanda mondiale di elettricità entro il 2030 per poi balzare al 25% nel 2050. Questo processo di avanzamento che ha nella California e nella Spagna le sue punte d’avanguardia, dovrebbe comportare la creazione di 200 mila posti di lavoro entro il 2020 e di oltre 1,1 milioni nel 2050 con un risparmio secco di circa 2,1 miliardi di tonnellate di CO2 annui.

L’Italia è in oggettivo ritardo nello sviluppo di questa tecnologia pulita. Basti pensare che il progetto Archimede di Priolo Gargallo, con un impianto di soli 5 Mw, non è ancora stato portato a termine.

Al ministro dello Sviluppo economico Scaloja il quale a margine della manifestazione ricevendo i rappresentanti di Greenpeace si è detto interessato alle potenzialità insite nell’energia solare Francesco Tedesco, responsabile della campagna Energia e Clima dell’associazione ambientalista, ha ribadito le sue perplessità e critiche sulla politica governativa centrata su carbone e nucleare augurandosi che alle parole seguano i fatti.

26 maggio 2009
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