Greenpeace: a rischio le riserve ittiche dell’Africa

Empty nets, empty future è il nome del nuovo dossier pubblicato Greenpeace, ma è anche una facile previsione: per interi Paesi la cui economia è basata sulla pesca, il sovrasfruttamento delle riserve ittiche è una condanna a un futuro di miseria ancora più nera.

Il dossier si concentra soprattutto sulla situazione africana, in particolare quella del Senegal. Il cosiddetto overfishing, unito ai disastri provocati dal cambiamento climatico, rischiano di mettere in ginocchio interi villaggi, se non l’intero Paese.

Dunque la soluzione non può che essere una, semplice, ma estremamente complessa politicamente: i governi africani dovrebbero farsi carico di politiche coordinate per uno sfruttamento delle proprie risorse che sia più che sostenibile.

Un progetto, appunto, non facile visto la particolare situazione geopolitica dei luoghi. Eppure, anche l’Europa potrebbe fare qualcosa, magari iniziando col dare il buon esempio. I bacini di pesca del Mediterraneo, per dire, non sono meno sovrasfruttati di quelli dell’Atlantico – come sanno bene i pescatori siciliani. Inoltre, sono spesso proprio le grandi flotte pescherecce europee le maggiori responsabili dell’impoverimento delle riserve africane.

Per chi voglia contribuire nel fare pressione ai governi del Continente Nero e soprattutto a quelli europei, Greenpeace ha attivato la possibilità per tutti di fare sentire la propria voce, con il progetto Stop EU Plunder of Africas Oceans.

7 ottobre 2011
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