Anche il nostro paese, che spesso appare in costante ritardo in materia di rispetto ambientale, è capace di esprimere soluzioni avanguardistiche, cui tutto il resto del mondo guarda con profondo interesse. Un articolo di Repubblica ha, infatti, portato alla luce alcuni importantissimi progetti in cui gioca un ruolo fondamentale il made in Italy.

Si va dai frigoriferi intelligenti, capaci di dialogare con la rete elettrica, regolando di conseguenza i propri consumi (e limitando i picchi di utilizzo) prodotti dall’italianissima Indesit e sperimentati per ora in Inghilterra, alle turbine “siciliane” che costituiranno l’anima delle centrali che in Indonesia e nelle Filippine forniranno energia anche agli arcipelaghi geograficamente più sperduti; il progetto, sicuramente rivoluzionario, prevederà la trasformazione in elettricità delle correnti marine e questo grazie, anche, al lavoro dell’Università Federico II di Napoli, che ha fornito i progetti all’azienda messinese Ponte di Archimede.

Ma, forse, il progetto più interessante pare quello dei nuovi tubi solari per centrali termodinamiche prodotti dalla Agentaloni. Normalmente, una centrale solare termodinamica sfrutta l’energia del sole per far raggiungere all’olio che passa attraverso questi tubi la temperatura di 400 gradi, per poi sfruttare questo calore per far evaporare dell’acqua e fare girare le turbine. Federica Agentaloni, ha così spiegato le novità del loro progetto:

Noi invece rivestiamo i tubi con uno speciale film che permette al ricevitore di arrivare fino a 550 gradi. A questa temperatura anziché l’olio è possibile usare i sali fusi, più sicuri, più sostenibili ambientalmente e in grado di conservare il calore più a lungo, permettendo alla centrale di funzionare anche per diverse ore dopo il tramonto del sole.

Un’idea che subito attirato gli investimenti della Siemens e che è già realtà nella centrale elettrica di Priolo.

Dispiace, allora, che in questo panorama tutto sommato vivo e vegeto, capace di soluzioni così importanti, la politica non solo stenti ad assicurare aiuti concreti alle aziende che investono nel settore (mentre invece si preferiscono investimenti ecologicamente “dubbi” come il nucleare), ma continui anche a tagliare i fondi alla ricerca. E non è un caso, forse, che molte idee italiane vengano poi prese sul serio soltanto all’estero.

16 settembre 2010
I vostri commenti
maria, domenica 19 settembre 2010 alle17:59 ha scritto: rispondi »

Hanno ragione a tagliare i fondi alla ricerca! Mica possono fornire soluzioni ai paesi esteri.Qui da noi' (siamo furbi!)prima di utilizzare una nuova scoperta,in qualsiasi cammpo, aspettiamo che sia ben rodata dagli altri. Ciao

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