Per arrivare a uno sviluppo sostenibile che salvi la nostra economia e l’ambiente, occorre ripensare anche quelle che sono le tipologie di lavoro e professionalità da mettere in campo. Questo implica da una parte il recupero di antichi mestieri nati proprio sulla base delle potenzialità della natura, dall’altra la comparsa di nuove figure in grado di specializzarsi secondo le linee più innovative e rispettose dell’ambiente, con l’attenzione al concetto di competitività.

Ecco che nel vasto e completo rapporto Greenitaly 2014, presentato pochi giorni fa da Unioncamere e Fondazione Symbola, vengono presi in rassegna una serie di 15 green jobs ai quali dovremmo puntare per essere in linea con una tendenza che il nostro Paese sta già sperimentando:

  • Installatore di impianti termici a basso impatto – riguarda l’evoluzione verso impatti ambientali ridotti che sta subendo il settore dell’edilizia. Questa figura si occupa di idraulica, termoidraulica, riscaldamento, raffrescamento. Ha ricevuto particolare slancio grazie all’Ecobonus e alle detrazioni portate al 65% per la riqualificazione energetica, dal decreto “del Fare” del governo Letta (riconfermate tra l’altro per il 2015 dalla legge di Stabilità).
  • Ingegnere energetico – cruciale per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per l’efficientamento energetico. Si occupa dei settori industriale, civile, agricolo e dei trasporti.
  • Tecnico meccatronico – ha in sè le caratteristiche e le competenze degli esperti di elettronica, di meccanica e informatica, fondamentali per raggiungere l’efficienza energetica, grazie alla tecnologia.
  • Ecobrand manager – affronta le tematiche legate al marketing della sostenibilità, dando quel coordinamento e quella programmazione che non faccia ricadere l’azione delle aziende nel “green washing”.
  • Esperto di acquisti verdi – in accordo con la strategia dell’Unione Europea, volta a ad ampliare il mercato dei prodotti, e dei servizi green, segue l’acquisto di prodotti a ridotto impatto ambientale, che servono alle aziende per essere competitivi anche sul piano ecologico.
  • Falegname – è il recupero di una delle più antiche professionalità, legata alla brillante tradizione manifatturiera italiana. Oggi si coniuga con la tecnologia, ad esempio nella costruzione di case prefabbricate in legno.
  • Esperto in demolizione per il recupero dei materiali – una figura che si spera diventi davvero fondamentale, perché significherebbe la diffusione delle pratiche di rigenerazione e ristrutturazione urbana, attraverso la progettazione e la realizzazione degli interventi di decostruzione e di dismissione di edifici e manufatti non utilizzati o da ristrutturare.
  • Esperto del restauro urbano storico – si occupa della tutela e del ripristino del patrimonio del nostro Paese, sia in termini Ambientali, che culturali e artistici, con positivi strascichi per l’economia, in particolare quella del turismo.
  • Serramentista sostenibile – un’altra delle professionalità che sono state rilanciate dall’Ecobonus. Rispetto al serramentista classico deve integrare le proprie competenze con nozioni di carattere normativo e relative ai nuovi materiali.
  • Esperto nella commercializzazione dei prodotti di riciclo – essenziale figura in un’economia di tipo circolare, in cui il bene recuperato diventa risorsa e opportunità.
  • Programmatore delle risorse agroforestali – tratta dal punto di vista gestionale ed economico, gli aspetti naturalistici, silvicolturali e agricoli dei territori, nella direzione della conservazione e recupero degli ecosistemi e della biodiversità animale e vegetale.
  • Pedologo – esperto del suolo, fornisce assistenza tecnica alle attività agricole, di viticoltura e per la pianificazione territoriale.
  • Ingegnere ambientale – fondamentale perché permette l’integrazione delle opere antropiche, col il territorio, riducendo al minimo gli impatti.
  • Statistico ambientale – utilizza i dati, realizzando reti per il monitoraggio e creando indicatori in grado di descrivere gli standard di qualità delle risorse ambientali.
  • Risk manager – figura cruciale per le aziende, soprattutto nell’ottica di un futuro in cui la prevenzione dei danni ambientali sia la regola.

7 novembre 2014
Immagini:
I vostri commenti
Ing. Luigi Fanizzi, lunedì 10 novembre 2014 alle18:26 ha scritto: rispondi »

Io aggiungerei senz'altro, fra gli ecomestieri del futuro, i seguenti due: 1) Bioagricoltore; 2) Ingegnere agrozootecnico.

Lascia un commento