Green Job in crescita secondo Ilo, Unep, Ioe e Ituc

La riorganizzazione del sistema economico e produttivo, in particolare l’emergere prorompente della green economy come risposta alle trasformazioni ambientali in atto, sta generando un mutamento sul fronte occupazionale a tutto vantaggio del settore green job.

Nell’analisi congiunta curata da Ilo, Unep, Ioe e Ituc, contenuta nello studio “Green Jobs: Toowards decent work in a sustainable, low-carbon world”, appare certo l’aumento di nuovi posti di lavoro verdi sia nei paesi sviluppati che in via di sviluppo.

Allo stato attuale, 2 milioni e 300.000 unità trovano impiego nel settore delle rinnovabili che ha grande potenzialità di crescita.

Per il futuro si attende che nel campo dell’eolico si arrivi ad una quota di 2 milioni e 100.000 addetti e che il solare giunga ad impiegarne 6 milioni e 300.000 entro il 2030.

Secondo le proiezioni, il settore delle energie rinnovabili sarà in grado di produrre più occupazione del settore dei combustibili fossili. Più in generale, il mercato internazionale di beni e servizi ecologici sarebbe destinato a raggiungere la quota di 2.740 miliardi di dollari entro il 2020.

In ogni caso, il passaggio ad una fase più sostenibile e più pulita dell’economia e della produzione tecnologica mondiale deve essere visto come un processo nel quale compaiono accanto a enormi possibilità anche ostacoli e rischi.

Per questo viene adottato il termine di “just transition”, che sottolinea la dimensione sociale dei problemi e fa rivolgere l’attenzione alle possibili forme di assistenza nei riguardi di imprese e lavoratori che verrebbero danneggiati dai cambiamenti.

Green job significa inoltre, per gli estensori del rapporto, anche “decent work”, vale a dire lavoro che aiuta a ridurre la povertà proteggendo allo stesso tempo l’ambiente.

14 ottobre 2008
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